Cassazione Penale, Sentenza n. 11758/2024 del 20/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Galeotti impugna la sentenza della Corte d'Appello di Brescia che aveva confermato la condanna per truffa. Il motivo unico dedotto riguarda la violazione di legge (art. 157 c.p.) e mira a far valere che il momento consumativo del reato sarebbe stato la data di erogazione del finanziamento da parte di Unipol Banca (15/05/2014), con conseguente maturazione del termine di prescrizione al 14/06/2022 (tenuto conto anche del periodo di sospensione 23/10/2019-20/05/2020), dunque prima della sentenza di appello.
La decisione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Rigetta l'argomentazione difensiva sul momento consumativo: richiama la giurisprudenza secondo cui nella truffa contrattuale il momento di consumazione va valutato concretamente e, secondo le Sezioni Unite, si verifica quando l'agente consegue il profitto e si determina la definitiva perdita patrimoniale del raggirato. Nel caso specifico la Corte individua il momento consumativo nel 03/12/2015, giorno in cui Cooperfidi Italia ha pagato €83.495,52 a seguito dell'attivazione della garanzia, sicché alla data della sentenza di appello il reato non era prescritto. Per l'inammissibilità del ricorso il Cassazione condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali, alla somma di €3.000 in favore della cassa delle ammende e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile BPER Banca Spa, liquidate in complessivi €3.686,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Norma sulla prescrizione: il motivo del ricorso verteva sulla decorrenza del termine estintivo; la Corte ha ritenuto che, per il calcolo della prescrizione, occorre individuare concretamente il momento consumativo del reato e non assumere una data astratta (es. perfezionamento del contratto) indicata dalla difesa.
Norma che punisce la truffa: la Corte richiama che l'evento punito è il conseguimento del profitto con altrui danno concreto ed effettivo; pertanto la consumazione, nella truffa contrattuale, si attesta quando l'agente ha realmente conseguito il profitto e la vittima la definitiva perdita patrimoniale.
Massime di principio
- Nella truffa contrattuale il momento di consumazione non è necessariamente la stipula o l'erogazione del contratto: va valutato concretamente in funzione del verificarsi del profitto dell'agente e della definitiva perdita patrimoniale del danneggiato.
- Non è necessaria l'identità tra il soggetto raggirato e il soggetto effettivamente danneggiato; è sufficiente che esista un rapporto negoziale (es. contratto di garanzia) che determini la trasmissione del danno dal raggirato al danneggiato.
- Se vi sono più soggetti coinvolti (es. banca erogante e garante che paga a seguito di regresso), la consumazione può cadere nel momento in cui si verifica la deminutio patrimonii dell'effettivo danneggiato (es. pagamento della garanzia).
- Per l'operatività della prescrizione è decisivo il momento in cui si è concretamente realizzato l'evento dannoso: la difesa che avanzi una diversa data deve dimostrare in concreto che il profitto e la perdita si sono già verificati a quella data.
- In fase di valutazione giudiziale occorre sempre considerare la specificità del singolo accordo, la volontà contrattuale e la catena causale tra artifici/raggiri, erogazione del finanziamento e conseguente lesione patrimoniale per stabilire il dies a quo della prescrizione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 20 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 11571/2024 del 20/03/2024
- Sentenza penale · 20 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 11573/2024 del 20/03/2024
- Sentenza penale · 20 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 11574/2024 del 20/03/2024
- Sentenza penale · 20 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 11575/2024 del 20/03/2024
- Sentenza penale · 20 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 11577/2024 del 20/03/2024
- Sentenza penale · 20 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 11578/2024 del 20/03/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →