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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20765/2022 del 27/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen., che il giudice di appello non aveva valutato i presupposti per il proscioglimento immediato ex art. 129, comma 1, cod. proc. pen., e non aveva verificato l'esattezza della qualificazione giuridica dei fatti contestati, questioni già sollevate in sede di gravame.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'imputato aveva rinunciato in appello a tutti i motivi diversi da quelli relativi alla riduzione della pena; ai sensi dell'art. 597, comma 1, cod. proc. pen. l'effetto devolutivo dell'impugnazione è limitato ai soli punti espressamente dedotti e rinunciati non possono essere riesaminati. Per l'irritualità dell'impugnazione e i profili di colpa connessi il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Usato dalla Corte di appello per rideterminare la pena principale nell'ambito dell'accordo tra le parti (riduzione concordata della pena).

  • art. 129, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma sul proscioglimento immediato: secondo la Cassazione non poteva essere esaminata dal giudice d'appello rispetto ai motivi che l'imputato aveva rinunciato a coltivare in sede di gravame.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Motivo invocato dal ricorrente in cassazione (omessa valutazione di specifici elementi da parte del giudice d'appello); la Corte ha ritenuto il motivo inammissibile per effetto della rinuncia in appello.

  • art. 597, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce l'effetto devolutivo dell'impugnazione: la cognizione del giudice d'appello è limitata ai punti della decisione cui si riferiscono i motivi proposti; la rinuncia ai motivi esclude il loro riesame.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186 del 2000

    Richiamata a fondamento della possibilità di condannare il ricorrente al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende per l'irritualità/colpa nell'impugnazione.

Massime di principio

  • La rinuncia in appello a specifici motivi impedisce che quegli stessi motivi siano poi esaminati dal giudice d'appello e costituisce un limite all'azione in cassazione: il ricorso per cassazione è inammissibile se mira a far riesaminare questioni rinunciate.
  • L'effetto devolutivo dell'impugnazione (art. 597 c.p.p.) vincola il giudice d'appello ai soli punti dedotti: pertanto, chi intende ottenere il controllo del giudice superiore deve preservare espressamente i motivi rilevanti durante il gravame.
  • Le richieste di proscioglimento immediato ex art. 129 c.p.p. devono essere tempestivamente e specificamente dedotte e non possono essere riproposte in cassazione se già rinunciate in appello.
  • Le impugnazioni considerate irrituali o prive di fondamento possono comportare anche sanzioni economiche a carico del ricorrente (spese processuali e contributo alla Cassa delle ammende), soprattutto se emerge colpa nell'uso del rimedio processuale.
  • Nel caso di rideterminazione della pena in sede d'appello ai sensi dell'art. 599-bis, se la difesa accetta e rinuncia ad altri motivi, è rischioso rinunciare a questioni di merito che si vogliano poi contestare in sede di Cassazione.

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