Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36963/2023 del 07/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso riguarda la richiesta di proroga dei termini massimi della custodia cautelare in carcere (art. 305, comma 2, c.p.p.) avanzata dal pubblico ministero per consentire ulteriori accertamenti investigativi, in particolare per l'identificazione di complici. Il Giudice per le indagini preliminari di Oristano aveva respinto la richiesta ritenendo che la prosecuzione degli accertamenti non fosse funzionalmente collegata al permanere della detenzione; il Tribunale di Cagliari in appello aveva invece concesso la proroga. La Corte di cassazione aveva annullato l'ordinanza del Tribunale richiamando i principi secondo cui la proroga è istituto eccezionale e può essere concessa solo quando ricorrano congiuntamente gravi esigenze cautelari, accertamenti di particolare complessità e l'indispensabilità della protrazione della custodia per realizzare tali accertamenti; dopo il rinvio il Tribunale ha rigettato nuovamente l'appello del pubblico ministero per mancanza di dimostrazione del nesso di funzionalità tra permanenza in carcere e prosecuzione delle indagini. Il Procuratore ha impugnato tale rigetto in cassazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo i motivi manifestamente infondati. Ha confermato che la decisione del Tribunale di rigettare la proroga si fonda sulla mancata dimostrazione, da parte del pubblico ministero, di un nesso di funzionalità tra il permanere dello stato detentivo e la prosecuzione degli accertamenti (ossia la necessità che le indagini particolarmente complesse si svolgano durante la detenzione). La Corte ha richiamato il dovere di allegazione del PM circa le concrete attività istruttorie da compiere e le ragioni per cui tali attività non potevano effettuarsi nello svolgimento ordinario della custodia già decorso; ha altresì precisato che il principio di segretezza delle indagini non esclude l'obbligo di allegazione quando la divulgazione di elementi è necessaria alla valutazione della richiesta di proroga. Pertanto il ricorso del Procuratore è stato respinto e resta valido il provvedimento che rigettava la proroga.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione all'appello proposto dal Procuratore ai sensi dell'art. 310; usata come riferimento procedurale per il rimedio esperito

  • art. 305, comma 2, cod. proc. pen.

    Regola la possibilità di proroga dei termini massimi della custodia cautelare in presenza di gravi esigenze cautelari, accertamenti di particolare complessità e indispensabilità della protrazione della custodia; la Corte ne richiede l'allegazione puntuale e il nesso di funzionalità tra detenzione e indagini

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiamato per definire le esigenze cautelari che, nella valutazione per la proroga, devono essere di intensità e rilevanza maggiori rispetto a quelle ordinarie; le esigenze previste dall'art. 274 non sono escluse a priori ma devono essere adeguatamente motivate

  • art. 329 cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto al principio di segretezza delle indagini: la segretezza non è assoluta e può essere derogata quando il disvelamento è necessario alla prosecuzione delle indagini o alla valutazione della richiesta di proroga

  • Sez. U., n. 12 del 21/04/1995 (Maccari)

    "la proroga della custodia cautelare nel corso delle indagini preliminari è un istituto di carattere eccezionale..." "l'interpretazione del citato art. 305 deve essere individuata nella necessità di ricercare un giusto contemperamento tra le opposte esigenze del diritto alla libertà dell'imputato..."

    Giurisprudenza di legittimità che stabilisce i principi guida: carattere eccezionale della proroga, necessità del contemperamento fra libertà personale e tutela della collettività, e richiede il collegamento funzionale tra esigenze cautelari, complessità degli accertamenti e indispensabilità della proroga

  • Sez. 1, n. 25234 del 10/06/2002 (Castellucci)

    "l'obbligo di motivazione sulla ricorrenza delle condizioni comporta, quanto all'ultimo degli elementi indicati, che il giudice indichi espressamente le ragioni per le quali gli accertamenti devono essere condotti nel permanere della custodia cautelare"

    Conferma l'obbligo motivazionale del giudice circa il requisito che gli accertamenti debbano essere svolti durante la detenzione; sottolinea la necessità di indicare le ragioni specifiche

  • Sez. 6, n. 28268 del 13/02/2003 (Pistilli)

    Riconosce che tra le investigazioni 'di particolare complessità' possono rientrare anche attività valutative dei risultati delle indagini e attività dirette a rendere utilizzabili i risultati nella fase dibattimentale

  • Sez. 6, n. 434 del 05/12/2019 (Nardi)

    "l'obbligo di motivazione sulla ricorrenza delle condizioni per la concessione della proroga ex art. 305 cit. comporta... che il giudice indichi espressamente le ragioni per le quali quegli accertamenti devono essere condotti nel permanere dello stato detentivo"

    Ribadisce che anche per attività valutative già svolte occorre motivare perché debbano proseguire durante la detenzione; non basta indicare la complessità

  • Sez. 3, n. 35311 del 19/05/2016 (S.)

    Ulteriore giurisprudenza citata a sostegno del principio secondo cui la proroga è istituto eccezionale richiedente la simultanea ricorrenza dei requisiti previsti dall'art. 305

Massime di principio

  • La proroga dei termini massimi della custodia cautelare ex art. 305, comma 2, c.p.p. è un rimedio eccezionale che richiede la simultanea dimostrazione di: (i) gravi esigenze cautelari, (ii) accertamenti di particolare complessità e (iii) l'indispensabilità che tali accertamenti si svolgano durante la detenzione.
  • Il pubblico ministero ha un preciso dovere di allegazione: deve descrivere le concrete attività investigative rimanenti e motivare perché non possano essere eseguite fuori o dopo il periodo ordinario di custodia; il mero richiamo alla complessità o alla gravità dei reati è insufficiente.
  • Il principio di segretezza delle indagini non esclude l'obbligo di allegazione: è necessario bilanciare la riservatezza con la necessità di fornire al giudice elementi sufficienti per valutare la richiesta di proroga; il PM può dunque disvelare in modo circoscritto le informazioni necessarie senza compromettere le indagini.
  • Anche le attività valutative dei risultati già acquisiti possono costituire «accertamenti di particolare complessità», ma anche in questo caso va spiegato perché tali valutazioni devono avvenire durante la detenzione e non possono essere completate in altra fase procedimentale.
  • Il giudice del riesame deve motivare espressamente il nesso di funzionalità tra permanenza in carcere e prosecuzione delle indagini; l'assenza di tale motivazione legittima il rigetto della proroga e l'eventuale annullamento in sede di legittimità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.