Sentenza n. 4359/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento a) per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - della determina del Dipartimento Promozione della Salute e del Benessere Animale della Regione Puglia n. 10 del 12/12/2022 che ha stabilito il riparto tra le aziende fornitrici di dispositivi medici tra cui la ricorrente del c.d. payback per gli anni dal 2015 al 2018; - dei presupposti DM 6 ottobre 2022, pubblicato in G.U. il 26/10/2022, e 06 luglio 2022, pubblicato in G.U. il 15/09/2022, adottato dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro dell''Economia e delle Finanze e dell''accordo siglato in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano il 7.11.19 e di ogni altro accordo in Conferenza eventualmente rilevante; - di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale; b) per quanto riguarda i motivi aggiunti: - dell''atto dirigenziale del Dipartimento Promozione della Salute e del Benessere Animale della Regione Puglia n. 1 del 08/02/2023, comunicata a mezzo pec del 10/02/2023, recante “Presa d''atto degli aggiornamenti aziendali e ricalcolo degli oneri di riparto”, e relativi allegati; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compresi tutti gli atti già impugnati con il ricorso introduttivo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso, comprensivo dei motivi aggiunti, improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dalla ricorrente il 21 gennaio 2026. La decisione è stata adottata ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti in ragione della peculiarità della questione trattata.
Atto impugnato: Riparto regionale del payback per dispositivi medici relativo agli anni 2015-2018, nonché gli atti presupposti e il successivo ricalcolo degli oneri di riparto
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ricorrente ha impugnato la determina della Regione Puglia che ha stabilito il riparto tra le aziende fornitrici di dispositivi medici del payback relativo agli anni 2015-2018, insieme ai decreti ministeriali presupposti, all'accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni e agli atti connessi. Con motivi aggiunti ha impugnato anche il successivo atto dirigenziale regionale recante la presa d'atto degli aggiornamenti aziendali e il ricalcolo degli oneri di riparto. Il testo non espone specifici vizi di legittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito sulla base della sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
Il sopravvenuto difetto di interesse dichiarato dalla parte ricorrente comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
Richiamato nel provvedimento in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non ne esplicita ulteriormente l'incidenza decisoria.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente relativa alla sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, ove comporti il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla pronuncia, determina l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a.
- In caso di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, il giudice può compensare integralmente le spese quando la peculiarità della questione trattata lo giustifichi.
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