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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48686/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che li aveva confermati colpevoli per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (capo B) e aveva escluso, per la maggior parte, la responsabilità associativa (capo A). Le censure in cassazione hanno riguardato: incompetenza per materia e per territorio (in particolare per Mohammed Suleman), violazione dell'art. 12 del d.lvo n.286/1998 e mancato rispetto del principio di correlazione tra imputazione e sentenza (sostanziale discrepanza tra condotte contestate e condanna), inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e mancata prova della titolarita delle utenze, inutilizzabilità delle dichiarazioni rese da migranti per irripetibilità (art. 512 cod. proc. pen. e 512-bis), difetto di prova della condizione di clandestinità dei migranti, mancata individuazione di migranti specifici oggetto del favoreggiamento, contestazione delle aggravanti (transnazionalità, numero dei migranti, fine di profitto) e contestazione della determinazione della pena pecuniaria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto molti motivi generici o inammissibili perché sollevati per la prima volta in cassazione senza essere stati discussi in appello; ha valutato che la competenza della Corte d'Assise era corretta (connessione tra capo A e capo B e indicazioni investigative sulla provincia di Catania); ha ritenuto legittima l'acquisizione e l'utilizzo delle intercettazioni e dei brogliacci (anche per il consenso delle parti) e ha confermato la valutazione di merito sull'attribuzione delle utenze telefoniche, sulla sussistenza delle aggravanti (fine di profitto e transnazionalità) e sulla quantificazione del numero dei migranti favoriti. Ha quindi rigettato i ricorsi e disposto la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di una somma di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Si segnala che, con sentenza di appello del 29/06/2021, era stata comunque revocata l'espulsione nei confronti di Mohammed Ibrahim Suleman, confermata per il resto, e tale statuizione non è stata annullata dalla Cassazione.

Norme richiamate

  • art. 12 d.lvo n. 286/1998

    La difesa ha contestato l'applicazione della norma sostenendo che le condotte erano trasporto interno non collegato all'organizzazione dell'ingresso; la Corte ha ritenuto che le condotte contestate rientravano nel favoreggiamento e che la correlazione tra imputazione e sentenza era stata adeguatamente motivata dai giudici di merito

  • art. 5, lettera d-bis) cod. proc. pen.

    La norma che individua la competenza della Corte di Assise per reati associativi è stata interpretata come richiamata: la connessa imputazione di favoreggiamento (capo B) rientrava nella cognizione della Corte d'Assise ai sensi dell'art.16 c.p.p.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Richiamata per chiarire la competenza a giudicare dei reati connessi alla fattispecie associativa: la connessione tra capo A e capo B legittima la competenza del giudice adito

  • art. 512-bis cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto regolare l'acquisizione delle dichiarazioni dei migranti al fascicolo del dibattimento ai sensi di questa norma, valutandone l'attendibilità e la rilevanza probatoria

  • art. 512 cod. proc. pen.

    La difesa ha invocato l'irripetibilità delle s.i.t.; la Cassazione ha ritenuto il motivo generico e non confrontato con la motivazione di merito, per cui non assorbente

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Usato dalla Corte per la statuizione sulle spese processuali e per l'eventuale condanna al versamento alla Cassa delle ammende a seguito della dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata per il principio secondo cui, in assenza di elementi che escludano la colpa nell'origine dell'inammissibilità, è possibile irrogare la somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In cassazione non possono essere sollevate questioni non già dedotte e sviluppate in appello: motivi nuovi o comunque non discussi in secondo grado sono generalmente inammissibili
  • La competenza della Corte di Assise per reati associativi si estende alle imputazioni connesse; se le indagini e l'atto di accusa indicano la base territoriale del sodalizio, la competenza per territorio è difficilmente censurabile in cassazione senza specifiche e precedenti doglianze
  • Le intercettazioni sono ritenute utilizzabili se la loro attribuzione all'imputato è supportata da elementi concreti (intestazione formale, rinvenimento del telefono in luogo personale, ammissioni dell'imputato) e se la loro acquisizione è stata compiuta secondo le regole o con il consenso delle parti per materiali accessori quali i brogliacci
  • Le dichiarazioni rese da migranti possono essere acquisite ai sensi degli artt. 512 e 512-bis c.p.p.; la loro irripetibilità non garantisce automaticamente l'inutilizzabilità se la loro acquisizione è stata regolare e la valutazione della credibilità è compito del giudice di merito
  • Le aggravanti (transnazionalità, numero dei migranti, fine di lucro) possono essere provate anche mediante intercettazioni e contesto investigativo; per essere efficaci in cassazione le censure devono confrontarsi criticamente con la motivazione di merito
  • Per contestare la quantificazione delle sanzioni o l'applicazione di circostanze aggravanti è necessario un confronto puntuale con le ragioni della decisione di merito; critiche generiche vengono dichiarate inammissibili

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