Cassazione Penale, Sentenza n. 45700/2023 del 13/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso la declaratoria di inammissibilità della richiesta di riesame dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per tardo deposito: il difensore ha dedotto che l'avviso di deposito era stato notificato all'Avv. Giuseppe Mussari in data 19/07/2023 e che l'istanza di riesame era stata depositata il 26/07/2023 (entro i 10 giorni). Il Tribunale aveva ritenuto non dovuta la notifica all'Avv. Mussari perché egli era stato nominato dopo l'avviso di deposito originariamente comunicato all'Avv. Giuseppe Fonte, difensore designato alla data del 27/06/2023.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato che, ai fini della decorrenza del termine di dieci giorni per proporre la richiesta di riesame da parte del difensore, rileva la notificazione dell'avviso di deposito al difensore che risultava nominato al momento in cui la cancelleria ha perfezionato l'adempimento ex art. 293, comma 3, cod. proc. pen. La nomina di un diverso difensore successiva a tale adempimento non riapre né sposta il dies a quo; una eventuale ripetizione dell'avviso effettuata per errore non produce effetti utili a determinare una nuova decorrenza. È stata altresì esclusa la rilevanza, ai fini della decorrenza, della partecipazione del difensore ad altri atti (es. interrogatorio). Conseguentemente il ricorso è infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.; gli adempimenti sono rimessi alla cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norme richiamate
Disciplina la decorrenza del termine di 10 giorni per la richiesta di riesame distinguendo tra imputato e difensore: per il difensore il termine decorre dalla notificazione dell'avviso di deposito dell'ordinanza che dispone la misura.
L'avviso di deposito comunica al difensore l'accessibilità dell'ordinanza e degli atti connessi; il perfezionamento di tale adempimento di cancelleria cristallizza il dies a quo da cui decorre il termine di impugnazione per il difensore.
Norma che legittima la condanna alle spese processuali in caso di ricorso infondato; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Previsione procedurale per gli adempimenti della cancelleria a seguito della decisione; la sentenza dispone l'inoltro alla cancelleria per gli adempimenti conseguenti.
Giurisprudenza: Sez. U. n. 24630 del 26/03/2015 (Maritan) e altre pronunce citate
Sez. U. n. 24630/2015; Sez. U. n. 18751 del 26/02/2003; Sez. 6 n. 27059 del 27/05/2008; ecc.
Confermano il principio secondo cui l'adempimento di cancelleria (es. avviso di fissazione udienza o avviso di deposito) cristallizza la situazione processuale e attribuisce la notificazione al difensore che rivestiva tale qualità al momento dell'adempimento; una nomina successiva non impone nuovo avviso.
Massime di principio
- Il termine di 10 giorni per la richiesta di riesame proposto dal difensore decorre dalla notificazione dell'avviso di deposito prevista dall'art. 293, comma 3, e non dalla mera conoscenza materiale del provvedimento o dalla partecipazione ad atti successivi.
- La notificazione deve essere effettuata al difensore che risulta nominato al momento in cui la cancelleria compie l'adempimento: la nomina successiva di un altro difensore non riapre né sospende il termine già decorso.
- Una ripetizione dell'avviso di deposito eseguita per errore dalla cancelleria non ha effetto utile a fissare una nuova decorrenza del termine se l'adempimento originario era già stato perfettamente eseguito.
- Se il nuovo difensore è stato nominato prima che l'adempimento di cancelleria sia effettuato, l'avviso è dovuto anche a quest'ultimo e, in tal caso, la decorrenza del termine si rapporta all'ultima notificazione eseguita.
- In situazioni simili è fondamentale verificare e documentare le date di nomina dei difensori e la data di notificazione dell'avviso di deposito; in presenza di dubbi procedere tempestivamente (eventualmente con istanze urgenti) per non incorrere in decadenze.
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