Cassazione Penale, Sentenza n. 40215/2025 del 15/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Gentile era stato condannato per il delitto previsto dall'art. 388, comma 5, c.p. (ostacolo all'ufficiale giudiziario) perché, come debitore ingiunto e destinatario di atto di precetto relativo a beni pignorati, avrebbe concorso con la coniuge Falcone Claudia nel non indicare l'ubicazione dei beni durante gli accessi dell'ufficiale giudiziario del 22/5/2020 e nel fornire, il 23/6/2020, un'indicazione errata tramite e-mail. In cassazione il ricorrente ha sollevato due motivi: (1) vizio di motivazione e tardività della querela presentata il 2/12/2020, sostenendo che la persona offesa aveva conoscenza dei fatti già in occasione dei due accessi; (2) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., per la modesta entità del danno e la natura della condotta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato che la persona offesa avesse conoscenza immediata e diretta dei fatti in occasione dei due accessi: dagli atti (denuncia/querela e sommarie informazioni del 4/12/2020) non emerge che la vittima avesse acquisito tale consapevolezza prima del deposito nei fascicoli esecutivi dei verbali di accesso. Sul secondo motivo lo ha ritenuto generico e inidoneo a scalfire la motivazione della Corte territoriale, che aveva valutato negativamente la sussistenza della causa di non punibilità per particolare tenuità in considerazione della natura e del valore dei beni pignorati e del perdurante inadempimento. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, liquidate in complessivi euro 3.686,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Il reato è stato applicato per l'ostacolo alle operazioni dell'ufficiale giudiziario relative al pignoramento; la Corte ha ritenuto sussistente la responsabilità per la condotta volta a non consentire il reperimento dei beni pignorati
La causa di non punibilità per particolare tenuità è stata esclusa in ragione della consistenza e del valore dei beni pignorati e del perdurante inadempimento: la Corte ha ritenuto insufficiente la domanda generica dell'imputato e ha richiesto valutazioni specifiche sulla lieve offensività e sul danno concreto
Massime di principio
- Per valutare la tempestività di una querela conta l'effettiva conoscenza del fatto da parte della persona offesa: non è sufficiente richiamare eventi antecedenti come mero riferimento temporale, occorre indicare e dimostrare quando e come è maturata la conoscenza
- L'inserimento nei fascicoli della procedura esecutiva di verbali o documenti che attestano accessi o esiti costituisce un elemento oggettivo che può segnare il momento in cui la parte interessata può avere conoscenza formale dei fatti
- La richiesta del riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis richiede argomentazioni specifiche e valutazioni sul valore del bene, sulla gravità della condotta e sulla offensività sociale: censure generiche in cassazione sono inammissibili
- In sede di impugnazione è essenziale contestare in modo mirato e motivato i punti decisivi della sentenza di merito; ripetere censure già valutate senza apportare elementi nuovi espone al rigetto per genericità o manifesta infondatezza
- Chi propone ricorso in cassazione deve considerare il rischio di condanna alle spese e di sanzioni (es. somma alla Cassa delle ammende) in caso di inammissibilità manifestamente infondata
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