Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23674/2025 del 24/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Roma che confermava la condanna per furto pluriaggravato. Manuela denuncia l'eccessiva severità della pena. Brenda contesta il riconoscimento della recidiva, l'ingiustificata applicazione dell'aumento facoltativo ex art. 63, comma quarto, cod. pen., e il diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Per Manuela la Corte di cassazione ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata, avendo la Corte di appello fornito adeguata motivazione sulla congruità della pena e avendo riconosciuto le attenuanti generiche in regime di equivalenza con le aggravanti. Per Brenda il ricorso è inammissibile: il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto correttamente motivato; le censure sulla recidiva e sull'aumento di pena sono state considerate inedite o generiche e, in ogni caso, la Corte di appello aveva già corretto l'errore del Tribunale in merito al calcolo dell'aumento (non residuando pertanto profili di doglianza). Sono state imposte alle ricorrenti le spese processuali e la condanna al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 63, comma quarto

    art. 63, comma quarto, cod. pen.

    Disciplina l'aumento di pena per la recidiva e dispone il contemperamento con altre circostanze; la quantificazione può variare (metà o un terzo) a seconda della concorrenza di più circostanze aggravanti ad effetto speciale, e richiede adeguata motivazione nel calcolo

  • Codice di procedura penale, art. 611

    Regola il trattamento dei ricorsi in camera di consiglio; dopo la riscrittura operata dal d.lgs. n.150/2022, i ricorsi proposti dopo il 30/06/2024 possono essere trattati in camera di consiglio secondo il nuovo testo

  • D.Lgs. n. 150 del 2022

    Ha riscritto disposizioni processuali (tra cui l'art. 611 c.p.p.) modificando le modalità di trattazione dei ricorsi, con ricadute sulla decisione in camera di consiglio per ricorsi proposti dopo la data indicata

Massime di principio

  • Un ricorso per eccesso di pena è destinato a soccombere se il giudice di merito ha fornito una motivazione congrua e ha valutato le attenuanti in regime di equivalenza rispetto alle aggravanti; l'appellante deve dimostrare la manifesta illogicità o irragionevolezza del giudizio di merito.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è corretto se il giudice di merito indica in modo congruo gli elementi decisivi o rilevanti che giustificano il rifiuto; per impugnare con successo occorre mostrare carenza o illogicità di quella motivazione.
  • Le censure relative al riconoscimento della recidiva e alla quantificazione dell'aumento di pena devono essere specifiche e basate su elementi concreti: censure generiche o inedite sono inammissibili.
  • Se il giudice d'appello corregge un errore di calcolo o di applicazione della norma (es. quantificazione dell'aumento per recidiva), il ricorrente ha scarso spazio per ulteriori doglianze su quel profilo, salvo indicare errori specifici nella decisione di secondo grado.
  • I ricorsi proposti dopo modifiche normative rilevanti (es. d.lgs. n.150/2022) possono essere trattati in camera di consiglio secondo il nuovo testo; occorre considerare le conseguenze procedurali (es. possibilità di inammissibilità sommaria e sanzioni economiche, come la condanna alla Cassa delle ammende).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.