Cassazione Penale, Sentenza n. 13551/2023 del 31/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di convalida del provvedimento questorale che ha imposto ad Antonio Di Dio, per un anno, l'obbligo di presentarsi due volte (quindici minuti dopo l'inizio di ciascuna frazione) presso gli uffici della Questura di Benevento in occasione di tutte le partite del Benevento. Il provvedimento era stato adottato dopo che, durante una gara del 5 novembre 2022, il ricorrente avrebbe acceso e lanciato uno artificio pirotecnico in campo mettendo in pericolo l'incolumità delle persone. Nel ricorso si censuravano: 1) l'ingiustificata estensione dell'obbligo anche alle gare in trasferta e senza considerare la distanza; 2) l'insufficienza della prova identificativa (contestata riconducibilità personale mediante filmati); 3) la violazione del termine di 48 ore per la convalida, che avrebbe impedito la difesa.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile nella parte che contestava il termine di 48 ore e l'asserita carenza probatoria, ritenendo rispettato il termine e sufficiente, in sede di convalida, un apprezzamento indiziario basato su filmati, fotografie e identificazione operata dalla polizia giudiziaria. Tuttavia la Corte ha accolto il motivo relativo alle modalità di applicazione dell'obbligo di presentazione per le trasferte: ha ritenuto insufficiente la motivazione del G.i.p. circa l'imposizione, senza limiti di distanza o differenziazione, dell'obbligo di presentarsi due volte anche per le partite giocate lontano da Benevento. Perciò ha annullato l'ordinanza limitatamente a quella parte e ha rinviato al giudice di merito per valutare se e in quali condizioni l'obbligo debba applicarsi alle gare in trasferta, garantendo proporzionalità e necessità della misura preventiva.
Norme richiamate
art. 6, comma 2, legge 13 dicembre 1989, n. 401
La misura prevista (obbligo di presentazione in Questura) è preventiva e non punitiva; la sua applicazione può fondarsi su una valutazione indiziaria della riconducibilità della condotta al destinatario, ma deve essere motivata e proporzionata rispetto alla tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, evitando gravosità ingiustificate (es. obbligo sistematico per tutte le trasferte indipendentemente dalla distanza).
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Disposizioni che individuano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione). Sono state richiamate per inquadrare i motivi dedotti dal ricorrente.
Giurisprudenza Sezioni Unite, sentenza Labbia (Sez. U., n. 44273 del 27/10/2004)
Principio secondo il quale, in assenza di sentenza, il controllo di legalità del G.i.p. richiede l'accertamento del fumus attributivo mediante valutazione indiziaria; la convalida può fondarsi su indizi concreti che rendano plausibile l'attribuzione della condotta al soggetto.
Altra giurisprudenza di legittimità (es. Sez. 3, n. 52437 del 11/07/2017, Scarci)
Costante orientamento che impone al giudice di motivare adeguatamente l'esigenza e la proporzionalità delle misure preventive (in particolare limitare misure gravose se non necessarie per specifiche condizioni).
Massime di principio
- La convalida di un Daspo che impone obbligo di presentazione può basarsi su una valutazione indiziaria: filmati, fotografie e attività di identificazione svolta dalla polizia possono essere sufficienti per la riferibilità della condotta.
- Il termine di 48 ore tra notifica del provvedimento questorale e convalida da parte del G.i.p. è perentorio e va rispettato; se rispettato, non costituisce motivo di annullamento.
- Le misure previste dalla legge 401/1989 sono preventive e devono essere proporzionate: il giudice deve motivare specificamente la necessità e la portata delle prescrizioni, evitando imposizioni eccessivamente gravose o generiche.
- Quando si impone l'obbligo di presentazione in relazione a trasferte, il giudice deve valutare la concreta necessità anche in funzione della distanza e delle difficoltà pratiche; l'obbligo non può essere automatico per tutte le partite senza adeguata motivazione.
- In casi analoghi è opportuno documentare compiutamente l'elemento indiziario e motivare la scelta delle modalità della misura (frequenza delle presentazioni, durata, ambito territoriale) per resistere a impugnazioni di eccessiva afflittività.
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