Cassazione Penale, Sentenza n. 41814/2023 del 13/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Cervoni ha impugnato l'ordinanza del 29/11/2022 che aveva respinto la sua istanza di dichiarazione di non eseguibilità (art.670 c.p.p.) della sentenza del Tribunale di Velletri n.2611/17 del 21/11/2017. Il ricorrente ha sostenuto che il difensore di fiducia (avv. Corroppoli), nominato il 16/04/2017, non aveva mai ricevuto l'avviso di deposito della sentenza n.2611/17 né la comunicazione della nomina fiduciaria; nel fascicolo risultava invece copia di un avviso di deposito riferito a diversa sentenza (n.1947/17), per cui non vi sarebbe prova della regolare notifica dell'avviso di deposito necessario per la formazione del titolo esecutivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che l'avv. Corroppoli era difensore di fiducia dalla data del 16/04/2017 e che la sentenza oggetto (n.2611/17) è risultata depositata il 13/02/2018, fuori termine, con conseguente necessità di notifica dell'avviso di deposito ai sensi dell'art.548, comma 2, c.p.p. Nel fascicolo non è stata trovata prova della notifica dell'avviso di deposito della sentenza n.2611/17 al difensore; la comunicazione presente riguardava altra sentenza (n.1947/17). Perciò la formazione del titolo esecutivo non è risultata regolare. La Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato alla Corte di Appello di Roma per nuovo giudizio.
Norme richiamate
Norma che consente la richiesta di non eseguibilità di una sentenza per vizi della formazione del titolo esecutivo o altre irregolarità nella formazione del provvedimento che autorizza l'esecuzione.
Interpretazione della Corte: quando il deposito della sentenza avviene fuori termine, è necessaria la notifica dell'avviso di deposito al difensore per permettere l'esercizio dei rimedi impugnatori; la mancanza di tale notifica può compromettere la regolarità della formazione del titolo esecutivo.
Sez. Un. n.15498 del 26.11.2020 (sent. Lovric)
Giurisprudenza richiamata che stabilisce il principio per cui l'assenza di prova della notifica dell'avviso di deposito rende irregolare la formazione del titolo esecutivo.
Massime di principio
- Se il difensore di fiducia è stato nominato prima del deposito della sentenza, occorre verificare che gli sia stato effettivamente notificato l'avviso di deposito; la mancanza di prova della notifica può rendere la sentenza non eseguibile.
- Una comunicazione telematica presente negli atti deve riferirsi espressamente alla medesima sentenza per poter essere considerata valida come avviso di deposito; avvisi relativi a provvedimenti diversi non soddisfano l'onere probatorio.
- Quando il deposito della sentenza è avvenuto fuori termine, opera l'obbligo di notifica dell'avviso di deposito (art.548 c.p.p.); la regolarità della formazione del titolo esecutivo dipende anche da questa notifica.
- In presenza di dubbi o discrepanze documentali sulla notifica (es. numeri di sentenza diversi, assenza di PEC riconducibile al difensore nominato), è percorribile il rimedio di cui all'art.670 c.p.p. per ottenere la declaratoria di non eseguibilità e/o la rinnovazione del giudizio sull'esecuzione.
- Per i difensori e per le parti è buona prassi conservare e far valere documentazione chiara della nomina e delle comunicazioni via PEC, e verificare che gli avvisi di deposito indichino espressamente il numero della sentenza interessata.
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