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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33196/2026 del 09/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condannato)

La controversia

Il giudice dell'esecuzione aveva revocato, con ordinanza del 17 febbraio 2026, la sostituzione della pena inflitta per un reato stradale con il lavoro di pubblica utilità, ritenendo che, dopo il passaggio in giudicato della sentenza, il condannato non si fosse attivato per l'avvio dell'esecuzione e fosse rimasto a lungo inerte. Il condannato ha proposto ricorso per cassazione deducendo vizio di motivazione e travisamento dei dati istruttori. Ha sostenuto di avere comunicato all'UEPE originariamente competente il proprio trasferimento a Roma e che il difensore aveva già informato la cancelleria del Tribunale di Terni nell'ottobre 2025. Ha inoltre rappresentato che, resosi necessario individuare un diverso ente, era stata successivamente trasmessa una nuova dichiarazione di disponibilità della Fondazione Onlus Emanuela Panetti, depositata nel fascicolo il 3 dicembre 2025, mentre l'UEPE di Roma non lo aveva contattato. Il ricorrente ha quindi contestato che la mancata attivazione dei lavori potesse essergli imputata senza verificare l'avvio della procedura da parte dell'autorità giudiziaria e l'effettivo contatto da parte dell'UEPE territorialmente competente.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha affermato che, in caso di sostituzione della pena principale con il lavoro di pubblica utilità per guida in stato di ebbrezza, l'avvio del procedimento esecutivo compete all'autorità giudiziaria e non al condannato. La revoca è possibile soltanto se sia dimostrato che l'autorità giudiziaria abbia concretamente avviato la procedura e che il condannato sia stato contattato dall'UEPE territorialmente competente, rimanendo poi inerte. Il giudice dell'esecuzione aveva applicato il principio opposto e non aveva considerato le attività svolte dal condannato per comunicare il trasferimento e individuare un diverso ente disponibile. L'ordinanza è stata pertanto annullata con rinvio al Tribunale di Terni per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 9-bis, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285

    La sentenza richiama la disciplina della sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità in relazione al reato stradale, precisando che l'avvio della relativa procedura compete all'autorità giudiziaria.

Massime di principio

  • Quando la pena principale è stata sostituita con il lavoro di pubblica utilità per un reato stradale, l'onere di avviare il procedimento esecutivo finalizzato allo svolgimento dell'attività lavorativa grava sull'autorità giudiziaria e non sul condannato.
  • La revoca della sostituzione della pena per mancata esecuzione del lavoro di pubblica utilità presuppone la prova che l'autorità giudiziaria abbia concretamente avviato la procedura e che il condannato sia stato contattato dall'UEPE territorialmente competente, restando successivamente inerte.
  • Il giudice dell'esecuzione non può fondare la revoca sulla mera inerzia apparente del condannato senza verificare l'avvio della fase esecutiva, l'effettivo contatto da parte dell'UEPE e le eventuali iniziative documentate dal condannato per rendere possibile l'esecuzione della sanzione sostitutiva.

Come è indicizzato

MaterieGuida in stato di ebbrezzaMisure alternativeImpugnazioni
RamiReati stradaliEsecuzione penaleProcesso penale

Testo integrale

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