Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48749/2023 del 06/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la condanna per il delitto di calunnia contenuta nella sentenza della Corte d'appello di Lecce, deducendo violazione di legge in relazione all'art. 368 c.p. Sostiene che la falsa incolpazione di Antonio De Filippis, indicato da De Mitri come autore della consegna dell'assegno di provenienza furtiva, rientrava nello scriminante dell'esercizio del diritto di difesa (art. 51 c.p.), in quanto la menzogna sarebbe stata l'unico e indispensabile mezzo funzionale a confutare l'accusa a suo carico e strettamente connessa all'oggetto del procedimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso come infondato, confermando la valutazione dei giudici di merito che hanno ritenuto integrato il reato di calunnia. La Corte ha ritenuto non applicabile la scriminante invocata, richiamando l'orientamento giurisprudenziale prevalente che limita l'uso della menzogna difensiva quando essa si traduce in accuse specifiche e circostanziate nei confronti di terzi che si sa essere innocenti. Ha inoltre rilevato che l'art. 384 c.p., richiamato nel ragionamento sulla legittimità della difesa, non comprende il delitto di calunnia e, secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite, costituisce una causa di esclusione della colpevolezza e non una scriminante che annulli l'antigiuridicità della condotta. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 368 c.p.

    Norma che configura il reato di calunnia, contestato al ricorrente. La Corte ha ritenuto che la condotta di attribuire falsamente a un terzo la responsabilità di un fatto costituisca calunnia quando si tratta di accuse specifiche e circostanziate dirette a coinvolgere persone innocenti.

  • art. 51 c.p.

    Richiamato dal ricorrente come fondamento della scriminante dell'esercizio del diritto di difesa. La Corte ha escluso la sua applicazione nel caso di calunnia, osservando che il diritto di difesa ha limiti quando invade la sfera di tutela di altri soggetti e non può giustificare false accuse specifiche contro terzi.

  • art. 384 c.p.

    Norma che prevede, per taluni reati contro l'amministrazione della giustizia, una causa di esclusione della colpevolezza se si è agito per necessità di salvare se o un prossimo. La Corte ha sottolineato che l'art. 384 non comprende il delitto di calunnia e, secondo le Sezioni Unite, si tratta di una causa di esclusione della colpevolezza e non di una scriminante che elimini l'antigiuridicità della condotta; quindi non può giustificare la formulazione di false accuse.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020; art. 94, comma 2, d.lgs. 150/2022; art. 5-duodecies, d.l. 162/2022 conv. L.199/2022

    Riferimenti normativi procedurali che hanno consentito il trattamento del ricorso senza l'intervento delle parti (norme emergenziali e loro proroghe). La Corte ha operato secondo tali disposizioni procedurali.

Massime di principio

  • La menzogna dell'imputato difensiva è ammessa nella misura in cui si limiti a negare le accuse; diventa reato quando si traduce in accuse specifiche e circostanziate contro terzi che si sa essere innocenti.
  • Perché si possa ritenere scriminata una falsa accusa in nome del diritto di difesa è necessario un rapporto di stretta connessione funzionale tra la dichiarazione mendace e l'oggetto dell'accusa, con carattere di indispensabilità e essenzialità; tale soglia è interpretata rigidamente dalla giurisprudenza più recente.
  • L'art. 384 c.p. non opera per il delitto di calunnia; non può essere invocato per trasformare in non punibile una condotta di falsa incolpazione.
  • Il diritto di difesa non è assoluto: non può oltrepassare la tutela dei diritti fondamentali di terzi (dignità, libertà) e non giustifica l'offesa ingiustificata alla loro posizione processuale.
  • In casi simili è consigliabile privilegiare strategie difensive che smentiscano gli elementi a carico senza formulare imputazioni specifiche e non verificate nei confronti di persone terze per evitare responsabilità penali per calunnia e sanzioni processuali.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.