Cassazione Civile, Sentenza n. 32630/2024 del 15/12/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Agenzia impugna la sentenza della CTR Liguria che aveva annullato avvisi di rettifica e sanzioni relativi all'esclusione delle royalties dal valore in dogana. Il ricorso per cassazione articolava due motivi: (1) violazione e/o falsa applicazione dell'art. 384 c.p.c. (art. 360 n.4 c.p.c.), per non aver la CTR osservato il principio di diritto fissato dalla Corte di Cassazione con ordinanza n.25078/2019 nel giudizio di rinvio; (2) violazione e/o falsa applicazione della normativa unionale (art. 29 e 32 del Codice Doganale Comunitario e degli artt. 157, 159, 160, 143 del Reg. CEE n.2454/1993 - DAC), per non aver incorporato nel valore in dogana le royalties dovute ai titolari dei diritti quando sussistono i presupposti (es. poteri di controllo del licenziante). L'Agenzia contestava in particolare la mancata applicazione degli indicatori TAXUD per accertare l'esistenza di un controllo da parte del licenziante.
La decisione
La Corte di legittimità ha accolto il primo motivo ritenendo che la CTR abbia omesso di compiere l'accertamento richiesto dalla pronuncia di cassazione e, soprattutto, di valutare gli indicatori TAXUD (documento TAXUD/800/2002, Commento n.11) rilevanti per stabilire la sussistenza di un controllo del licenziante. Ha quindi dichiarato assorbito il secondo motivo, cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla CTR della Liguria in diversa composizione per un nuovo esame conforme ai principi enunciati e tenendo conto degli indici TAXUD; ha inoltre disposto la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 384 cod. proc. civ. (c.p.c.)
Disciplina l'enunciazione del principio di diritto e l'obbligo del giudice di rinvio di uniformarsi al principio di diritto stabilito dalla Corte di Cassazione
La Corte ha ritenuto che la CTR non si sia uniformata al principio di diritto fissato dalla Cassazione in sede di rinvio, violando l'art. 384 c.p.c. e omettendo di svolgere l'accertamento richiesto.
art. 32 Reg. CE n. 2913/1992 (Codice doganale)
Riguarda la determinazione del valore in dogana (valore di transazione) e le aggiunte al valore in dogana
La Corte ricorda che le royalties possono essere aggiunte al valore in dogana ai sensi dell'art.32 quando, tra l'altro, il titolare dei diritti eserciti poteri di controllo e sia destinatario dei corrispettivi; la CTR doveva verificare tali elementi.
artt. 157, 159, 160 e 143 del Reg. CEE n.2454/1993 (DAC)
Norme di applicazione del Codice doganale relative alla determinazione del valore in dogana
Gli articoli di esecuzione forniscono criteri tecnici per l'applicazione dell'art.32; la Corte ha ritenuto che la CTR non abbia adeguatamente applicato tali regole nel valutare l'inclusione delle royalties.
Documento TAXUD/800/2002, Commento n.11 (versione italiana 2007)
Elenca indicatori utili per determinare la presenza di un controllo del titolare dei diritti (es.: il licenziante sceglie il produttore; esercita controllo sulla produzione o logistica; fissa condizioni di prezzo; limita fornitori; definisce caratteristiche/tecnologia; ecc.)
Sebbene non vincolante, il documento fornisce indicatori importanti per l'interpretazione dell'art.32; la Corte ha ritenuto indispensabile che il giudice di rinvio li consideri nell'accertamento della sussistenza del controllo del licenziante.
Causa C-173/15, Corte di Giustizia UE
Par.45: le indicazioni Taxud, sebbene non giuridicamente cogenti, costituiscono strumenti importanti per garantire un'uniforme applicazione del codice doganale
La Corte di legittimità richiama il principio della Corte di Giustizia secondo cui i criteri TAXUD, pur non vincolanti, sono rilevanti per l'interpretazione del Codice doganale e devono orientare il giudice nazionale.
Ordinanza Corte di Cassazione n.25078/2019
Ordinanza di cassazione che aveva annullato la sentenza d'appello favorevole all'importatrice e ha rinviato la causa
La Suprema Corte in sede di legittimità aveva cassato la precedente decisione e, implicitamente, indicato la necessità di un approfondimento sugli elementi che giustificano l'inclusione delle royalties; la CTR non ha rispettato tale indirizzo.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. nn. 8473/2018; 25438/2018; 25437/2018; 24996/2018)
Sentenze in materia di diritti doganali e valore in dogana riguardanti l'inclusione delle royalties
La Cassazione ha affermato il principio secondo cui il corrispettivo dei diritti di licenza va aggiunto al valore in dogana quando il titolare dei diritti abbia poteri di controllo sulla scelta del produttore/sulla produzione ed è destinatario delle royalties; tali precedenti orientano l'interpretazione della normativa unionale.
Massime di principio
- Quando si contesti l'esclusione delle royalties dal valore in dogana, il giudice deve esaminare i contratti di licenza alla luce degli indicatori TAXUD (documento TAXUD/800/2002, Commento n.11) per verificare se il licenziante eserciti un controllo che giustifichi l'inclusione delle royalties.
- Gli indicatori TAXUD, pur non vincolanti, sono strumenti interpretativi rilevanti e vanno presi in considerazione dal giudice nazionale in applicazione del Codice doganale e della giurisprudenza della Corte di Giustizia UE.
- Se la Cassazione, in sede di rinvio, ha fissato un principio di diritto, il giudice di rinvio è tenuto ad uniformarsi a quel principio (art.384 c.p.c.); il mancato rispetto può giustificare nuova cassazione.
- Elementi probatori rilevanti per includere le royalties: clausole che dimostrino scelta/impiego del produttore da parte del licenziante; controllo su metodi di produzione; imposizione di prezzi o condizioni di vendita; destinatario delle royalties sia il titolare del diritto; limitazioni commerciali imposte dal licenziante.
- La valutazione sulla presenza di controllo è fattuale e richiede un esame complessivo delle clausole contrattuali e delle pratiche operative; decisioni affermative in precedenti casi analoghi costituiscono forte parametro orientativo.
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