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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32051/2022 del 31/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Procura ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva annullato l'ordinanza del G.I.P. (19/11/2021) che disponeva la custodia cautelare in carcere per Falanga per concorso in estorsione pluriaggravata (capo 49). Il motivo principale del ricorso è la censura di plurimi vizi di motivazione: omissione di valutazione e travisamento di elementi indiziari posti a fondamento della misura, in particolare le dichiarazioni di collaboratori di giustizia (Acanfora, Loreto, Spinelli) che indicavano Falanga come esattore delle somme richieste dal sodalizio, e il mancato esame di una conversazione intercettata del 31/03/2018 ritenuta dal P.M. confermativa del ruolo di esattore svolto da Falanga.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha ritenuto che il Tribunale avesse correttamente individuato gravi indizi in ordine al reato di estorsione ma non avesse adeguatamente motivato sul fatto che Falanga fosse l'esattore; inoltre ha evidenziato che il Tribunale non ha considerato in modo motivato la conversazione intercettata del 31/03/2018 che poteva confermare il ruolo di riscossione attribuito a Falanga dalle dichiarazioni dei collaboratori. Per tali lacune motivazionali l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa è rinviata al Tribunale di Salerno per nuovo giudizio ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020

    Indica la forma procedurale prescelta per il trattamento del ricorso (procedimento secondo le modalità previste dal citato decreto-legge).

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma di riferimento per il riesame delle misure cautelari personali; disciplina il procedimento davanti al Tribunale investito del riesame.

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Individua la competenza del Tribunale per il nuovo giudizio dopo l'annullamento dell'ordinanza cautelare.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att.

    Norma di carattere gestionale che dispone gli adempimenti di cancelleria a seguito della pronuncia.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, se ritenute attendibili, devono essere valorizzate e specificamente valutate nel collegamento causale con il comportamento contestato all'indagato; non è sufficiente un giudizio generale di attendibilità senza applicazione ai singoli fatti.
  • Se l'accusa si fonda su compiti 'fungibili' svolti dal sodalizio (es. riscossione delle somme), il giudice deve esaminare se esistono elementi specifici che colleghino l'indagato proprio a quella specifica attività in relazione al fatto contestato, altrimenti il dubbio può giustificare il rigetto della misura.
  • Le intercettazioni ritenute rilevanti devono essere esaminate e motivate nel loro apporto probatorio; l'omessa considerazione di conversazioni che possono confermare il ruolo imputato costituisce lacuna motivazionale sanzionabile con annullamento e rinvio.
  • Il pubblico ministero può impugnare un provvedimento cautelare per vizi di motivazione; la Corte di legittimità (o l'organo di controllo) può annullare e rinviare quando rileva che il giudice non ha adeguatamente collegato le risultanze probatorie alla decisione sulla misura.
  • In situazioni di reati commessi nell'ambito di sodalizi mafiosi, è necessario distinguere fra il ruolo nel sodalizio (appartenenza o funzione generale) e la responsabilità specifica per il singolo atto estorsivo; entrambe le dimensioni devono emergere dalla motivazione.
  • Il rinvio per nuovo giudizio impone al giudice di merito di colmare le specifiche lacune indicate, valutando espressamente ogni elemento probatorio ritenuto decisivo.

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