Cassazione Civile, Ordinanza n. 33074/2025 del 18/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
La controversia
La controversia nasce da un'azione possessoria proposta per la tutela del possesso di una servitù di passaggio su un fondo servente. In sede di rinvio la corte territoriale ha dichiarato la decadenza dall'azione, ritenendo che lo spoglio si fosse consumato con la recinzione del fondo, eseguita oltre un anno prima del ricorso e in occasione dell'avvio di lavori edilizi. I ricorrenti hanno impugnato tale decisione con quattro motivi: con il primo hanno denunciato violazione dell'art. 1168 c.c., sostenendo che la sola recinzione non bastasse a integrare spoglio senza verificare l'effettiva menomazione del passaggio; hanno inoltre dedotto violazione di un regolamento edilizio comunale, assumendo che la recinzione fosse un obbligo di legge e quindi un comportamento autonomo non qualificabile come spoglio, e violazione dell'art. 2700 c.c., per non aver considerato la diversa data di inizio lavori risultante da un atto pubblico. Con il secondo motivo hanno lamentato omessa pronuncia sulla domanda di reintegrazione così come proposta, fondata sull'installazione di cancelli nel 2006 e sulla richiesta di consegna delle chiavi da parte dell'avente causa della società convenuta. Con il terzo motivo hanno denunciato omesso esame di un fatto decisivo in tema di decorrenza del termine per l'azione possessoria. Con il quarto hanno censurato la regolamentazione delle spese.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il primo motivo, ritenendo che la sentenza impugnata non si ponesse in contrasto con il principio secondo cui la mera mutazione dello stato di fatto non integra automaticamente spoglio della servitù se non si traduce in una concreta privazione o menomazione dell'utilità esercitata; ha inoltre ritenuto non pertinenti le ulteriori deduzioni su regolamento edilizio e art. 2700 c.c. È stato accolto il secondo motivo, perché la corte di merito aveva dichiarato la decadenza facendo riferimento alla recinzione del 2005, mentre la domanda possessorio era stata imperniata sull'installazione dei cancelli del 2006: in tale situazione era necessaria una pronuncia esplicita sul collegamento tra i due atti e sulla decorrenza del termine, essendo onere del resistente che eccepisce la decadenza provare il nesso tra gli atti materiali. Il terzo motivo è stato assorbito, così come il quarto relativo alle spese. La sentenza d'appello è stata quindi cassata limitatamente al motivo accolto, con rinvio alla Corte d'appello di Milano in diversa composizione per nuovo esame della domanda e per la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
Per lo spoglio o la turbativa del possesso di una servitù di passaggio occorre accertare che l'innovazione sul fondo servente si traduca in una effettiva privazione o menomazione dell'utilità esercitata dal fondo dominante; la mera mutazione dello stato di fatto non basta di per sé.
art. 18 del regolamento edilizio del Comune di Limido Comasco
La deduzione è stata ritenuta non decisiva e non pertinente rispetto alla ratio decidendi della sentenza impugnata; la circostanza che la recinzione fosse imposta da una normativa edilizia non esclude automaticamente la valutazione in termini di spoglio, ma nel caso concreto la censura è risultata inconferente.
La fede privilegiata dell'atto pubblico non riguarda la verità delle dichiarazioni rese dalle parti al notaio; perciò la norma non consente di attribuire efficacia probatoria alla diversa data di inizio dei lavori dichiarata nell'atto di vendita.
Richiamato come parametro per valutare la pratica dell'anno precedente nell'esercizio della servitù di passaggio, in relazione alla configurabilità di spoglio o turbativa.
Massime di principio
- Nelle azioni possessorie relative a una servitù di passaggio, la configurabilità dello spoglio o della turbativa richiede che l'opera realizzata sul fondo servente determini una concreta compressione o eliminazione dell'utilità di passaggio già esercitata; non è sufficiente un mero mutamento materiale del fondo.
- Quando lo spoglio sia allegato mediante una pluralità di atti materiali, il giudice deve verificare se tali atti siano collegati da un unico disegno e costituiscano una progressione della medesima condotta oppure se siano autonomi; tale verifica incide sulla decorrenza del termine annuale di decadenza.
- Se il convenuto eccepisce la decadenza sostenendo l'esistenza di un atto di spoglio anteriore a quello specificamente allegato dall'attore, grava sul resistente l'onere di provare il collegamento tra gli atti e il nesso teleologico che giustifica la decorrenza anticipata del termine.
- La decisione di merito che dichiari la decadenza sulla base di un fatto diverso da quello dedotto in domanda deve confrontarsi espressamente con la specifica allegazione dell'attore; in difetto, sussiste omessa pronuncia.
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