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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17733/2022 del 31/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (curatela)

La controversia

La società ricorrente ha impugnato in cassazione la decisione della Corte d'appello che aveva respinto il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento. Con il primo motivo ha denunciato violazione dell'art. 15 l.fall. e vizi motivazionali, sostenendo che la Corte territoriale avesse trascurato il materiale prodotto per dimostrare che la comunicazione via PEC del decreto di convocazione nella fase prefallimentare non era stata effettivamente conosciuta; ciò le avrebbe impedito di svolgere tempestivamente le difese. Con il secondo motivo ha dedotto violazione degli artt. 1 e 9 l.fall. e vizi logici, sostenendo che la questione di incompetenza territoriale del tribunale avrebbe dovuto essere esaminata, poiché la mancata conoscenza dell'atto introduttivo le avrebbe impedito di sollevarla già nella fase prefallimentare.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato, affermando che, nelle notificazioni eseguite nel rispetto della legge, ciò che rileva è la certezza legale della conoscenza dell'atto e non la prova della effettiva conoscenza materiale. Ha inoltre osservato che, nel caso concreto, non era contestato il regolare perfezionamento della notifica via PEC ai sensi dell'art. 15 l.fall., sicché era irrilevante l'asserita impossibilità di consultare la posta elettronica per ragioni contingenti. Il secondo motivo è stato disatteso perché fondato su un presupposto già escluso dal rigetto del primo: una volta perfezionata la notifica, restava corretta la declaratoria di inammissibilità dell'eccezione di incompetenza territoriale sollevata solo in reclamo. Il ricorso è stato quindi rigettato, con applicazione dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 15 legge fall.

    La notifica del decreto di convocazione effettuata secondo le modalità legali, anche via PEC, perfeziona la conoscenza legale dell'atto; non occorre dimostrare la effettiva conoscenza materiale da parte del destinatario.

  • art. 9 legge fall.

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno dell'eccezione di incompetenza territoriale; la Corte non entra nel merito perché l'eccezione è stata ritenuta tardiva.

  • art. 1 legge fall.

    Richiamato dalla ricorrente come parametro della censura sulla competenza; la Corte non ne ricava alcun principio autonomo nel caso concreto.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Nelle notificazioni eseguite secondo le forme di legge, l'effetto giuridico si produce con la validità del procedimento notificatorio e con la conseguente conoscenza legale dell'atto, senza che sia necessaria la prova della effettiva lettura o presa visione da parte del destinatario.
  • Per la notifica via PEC a un indirizzo dichiarato dalla società, il perfezionamento avviene con l'attestazione di avvenuta consegna alla casella formalmente riferibile al destinatario; è irrilevante che la casella non sia di fatto consultata o utilizzata per ragioni interne o contingenti.
  • Nel procedimento fallimentare, le eccezioni che presuppongono la mancata conoscenza dell'atto introduttivo non possono essere accolte se la notificazione risulta ritualmente perfezionata secondo la disciplina speciale applicabile.
  • Una censura che dipenda logicamente dall'accoglimento di una precedente doglianza resta assorbita o comunque infondata se il primo motivo viene rigettato e il relativo presupposto viene escluso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniLiquidazione giudiziale
RamiProcesso civileFallimentare / Crisi d'impresa
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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