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Sentenza

Sentenza n. 3165/2026 - Roma, Sezione 1T

per l’accertamento e la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni sull’istanza del ricorrente, finalizzata alla conclusione del procedimento, nonché per l’accertamento e la declaratoria dell’obbligo delle amministrazioni convenute di concludere il procedimento con il rilascio di un provvedimento espresso, nominando, ove occorra, un Commissario ad acta per il caso dell’ulteriore inadempimento delle amministrazioni inerti.

Giustizia amministrativa202515604

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio della Prefettura di Roma sulla richiesta di fissazione di un appuntamento per la sottoscrizione del contratto di soggiorno

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura di Roma sulla richiesta di fissazione di un appuntamento per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, nonché la declaratoria dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, anche mediante nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Nel corso del giudizio, la Prefettura ha convocato le parti per il 3 febbraio 2026; in tale sede è stato sottoscritto il contratto di soggiorno ed è stato rilasciato il modello 209 per la richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Il ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più interesse al ricorso, ritenendo integralmente soddisfatta la pretesa sostanziale azionata.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. L'attività procedimentale dell'Amministrazione, culminata nella convocazione delle parti, nella sottoscrizione del contratto di soggiorno e nel rilascio del modello 209, ha fatto venir meno l'interesse concreto e attuale alla decisione sull'azione avverso il silenzio. Il giudice ha disposto la compensazione delle spese di lite, ravvisando giusti motivi nella definizione in rito della controversia.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione, utilizzata per chiedere l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e dell'obbligo di provvedere.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    È stato richiamato per l'avviso alle parti della possibile improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    È richiamato nella sentenza tra le disposizioni processuali applicate.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la sopravvenuta adozione da parte dell'amministrazione degli atti o lo svolgimento delle attività procedimentali richieste, quando soddisfano la pretesa sostanziale azionata, determina la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso.
  • La sottoscrizione del contratto di soggiorno e il rilascio del modello necessario per la successiva richiesta del permesso di soggiorno integrano, nel caso esaminato, una definizione dell'attività procedimentale oggetto dell'azione avverso il silenzio, tale da escludere l'utilità di una pronuncia sull'obbligo di provvedere.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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