Cassazione Penale, Sentenza n. 13838/2025 del 09/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Leone impugnava la sentenza della Corte d'appello di Lecce del 19/02/2024 che lo confermava condannato per il delitto di evasione. Alla notificazione del deposito risultava però che la motivazione allegata era riferita a un diverso imputato (Greco Marco Elio). La Corte d'appello, con ordinanza dell'8 luglio adottata ai sensi dell'art. 130 c.p.p., dichiarò di aver commesso un errore materiale e dispose la correzione della motivazione, ordinando l'annotazione dell'ordinanza sull'originale. Il ricorrente denunciò nullità assoluta per mancanza di motivazione: l'ordinanza di correzione sarebbe stata emessa fuori dai casi previsti dall'art. 130, non sarebbe seguito il regolare avviso di deposito, e soprattutto sull'originale sarebbe stata annotata soltanto l'ordinanza di correzione senza la motivazione «giusta», lasciando l'imputato e il difensore all'oscuro del contenuto motivazionale e pregiudicando il diritto di difesa.
La decisione
La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato rispetto all'accertamento della vicenda relativa alla motivazione effettiva e alla sua annotazione, rilevando che dagli atti non risultava chiaro se la motivazione corretta fosse stata effettivamente resa nota, con possibile pregiudizio per il diritto di difesa. Tuttavia, ha altresì constatato d'ufficio che, nel frattempo, era intervenuta la prescrizione del reato (termine finale 8/12/2024), estinguendo il reato per decorso del termine di prescrizione. Poiché la causa di estinzione sopravvenuta è rilevabile in sede di legittimità e non richiede accertamenti di merito, la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione, ed ha quindi omesso di rimandare al giudice d'appello per chiarimenti sulle modalità di correzione.
Norme richiamate
Strumento volto alla correzione di errori materiali nella sentenza; la Corte d'appello l'ha invocato per sostituire la motivazione errata. La Cassazione segnala però che l'uso di tale procedura non può supplire all'obbligo di rendere effettivamente conoscibile la motivazione corretta alle parti (annotazione e deposito), pena vulnus al diritto di difesa.
art. 129, comma 1, cod. proc. pen.
Prevede cause di estinzione del reato che determinano il proscioglimento immediato; la Corte ribadisce che tali cause, se sopravvenute, sono rilevabili d'ufficio in sede di cassazione e impongono la declaratoria dell'estinzione senza necessità di rinvio.
Sez. U, n. 8413 del 20/12/2007 (giurisprudenza)
Confermato il principio per cui la prescrizione o altra causa di estinzione sopravvenuta è rilevabile d'ufficio in Cassazione, non richiedendo valutazioni di merito.
Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009 (giurisprudenza)
Stabilisce che la sopravvenuta causa di estinzione del reato impedisce al giudice del rinvio di esaminare nullità o vizi che avrebbero comunque potuto essere sanati, essendo dovuta la declaratoria immediata dell'estinzione.
Massime di principio
- Una sentenza che riporti una motivazione relativa a un diverso imputato può integrare una nullità per carenza di motivazione, con pregiudizio per il diritto di difesa.
- La procedura di correzione degli errori materiali (art. 130 c.p.p.) è destinata a rimediare a errori formali ma non può supplire all'obbligo di rendere effettivamente conoscibile alle parti la motivazione corretta: è necessaria l'annotazione sull'originale insieme alla effettiva allegazione/deposito e alla regolare notificazione.
- Se dalla documentazione risulta che la correzione è stata solo formale (es. annotazione dell'ordinanza senza allegazione della motivazione corretta), il giudice d'appello può essere chiamato a chiarire e a integrare gli atti; l'assenza di tali chiarimenti giustifica l'annullamento e il rinvio.
- Tuttavia, se nel frattempo è intervenuta una causa di estinzione del reato (es. prescrizione) rilevabile senza accertamenti di fatto, la Corte di cassazione deve dichiarare l'estinzione d'ufficio e può annullare la sentenza senza rinvio, impedendo ulteriori valutazioni sulle nullità formali.
- In situazioni analoghe è essenziale verificare tempestivamente il deposito e il contenuto della motivazione; il difensore dovrebbe richiedere copia integrale dell'originale annotato e del deposito, e, in caso di discrepanze, sollevare subito le questioni processuali e valutare l'impugnazione nei termini utili.
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