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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35292/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per presunto errore di fatto: la difesa (avv. Carlo De Stavola) sosteneva che la Corte di cassazione aveva erroneamente ritenuto che non vi fosse stata denuncia di smarrimento della carta d'identità del figlio, Francesco Rosario Bianco. La difesa ha prodotto documentazione attestante una denuncia di smarrimento del 05/08/2004 e il rilascio di un duplicato il 06/08/2004, deducendo che la conversazione intercettata del 20/11/2003 (n.82) non poteva riguardare il documento del figlio e che quindi non sarebbe possibile affermare che fosse stato usato un documento falso alle elezioni del 13/06/2004. In sostanza si denunciava una svista nella valutazione delle intercettazioni che, se corretta, avrebbe cambiato il significato probatorio della conversazione e la qualificazione dei fatti.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha richiamato il principio secondo cui l'errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. è molto circoscritto (errore materiale o svista sugli atti interni) e non comprende errori di valutazione o di interpretazione che costituiscono questioni di diritto. Ha inoltre ritenuto che la documentazione prodotta dalla difesa non fosse decisiva: è possibile che la denuncia di smarrimento sia stata presentata tempo dopo l'effettiva distruzione del documento e le intercettazioni, nel loro complesso, mostrano l'esistenza di duplicati e di attività di falsificazione riconducibili al capoclan latitante Iovine. La conversazione del 20/11/2003 è stata considerata una sostanziale ammissione/confessione coerente con le altre prove. Per questi motivi la Corte non ha ravvisato l'errore decisivo invocato e ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Limita il ricorso straordinario per errore di fatto agli errori materiali o alle svista sugli atti interni; non comprende errori di valutazione o di diritto. L'errore rilevante deve essere decisivo, cioè idoneo a condurre a diversa pronunzia.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna del ricorrente alle spese processuali e, in caso di inammissibilità per profili di colpa del ricorso, il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende (nella specie fissata in euro 3000,00).

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 7-13 giugno 2000

    Richiamata in relazione alla possibilità di irrogare ammende per ricorsi inammissibili determinati da profili di colpa.

Massime di principio

  • L'errore di fatto denunziabile con ricorso straordinario ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. è limitato a errori materiali o svista sugli atti interni e non comprende valutazioni o interpretazioni probatorie; per essere rilevante deve essere decisivo.
  • La produzione di documentazione posteriore ai fatti (es. denuncia di smarrimento presentata dopo l'evento contestato) non è automaticamente determinante: va valutata nel contesto probatorio complessivo e può non incidere sulla valutazione delle intercettazioni se esistono elementi che consentono interpretazioni alternative.
  • Le intercettazioni vanno interpretate nel loro insieme e alla luce di altre prove; una singola ricostruzione alternativa proposta dalla difesa difficilmente costituisce errore decisivo se la motivazione della decisione è coerente e sorretta da altre evidenze.
  • Quando si valuta se proporre un ricorso straordinario per errore di fatto, occorre dimostrare che la presunta svista abbia avuto effetto decisivo sull'esito della pronuncia; altrimenti il ricorso è a rischio di inammissibilità e di condanna alle spese e ammende.
  • Ricorsi formulati senza adeguata cautela nella valutazione della rilevanza e della decisività delle nuove prove possono comportare sanzioni pecuniarie per la colpa nella proposizione del ricorso.

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