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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06875/2024 del 14/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (soci)

La controversia

La vicenda origina da un'ordinanza con cui veniva ingiunto il pagamento di euro 7.495,16 per il rimborso delle spese di custodia e della successiva rottamazione di un veicolo circolato senza copertura assicurativa da parte di una società a responsabilità limitata. Gli opponenti avevano dedotto la nullità della notificazione del provvedimento, perché eseguita nei loro confronti come se fossero legali rappresentanti della società, mentre essi sarebbero stati soltanto soci; avevano inoltre contestato di essere personalmente e solidalmente responsabili per la sanzione amministrativa. Dopo il rigetto dell'opposizione in primo grado, l'appello veniva dichiarato inammissibile per asserita carenza di specificità dei motivi ex art. 342 c.p.c. I ricorrenti per cassazione deducevano violazione e falsa applicazione dell'art. 342 c.p.c. e vizio motivazionale, sostenendo che l'atto di appello era specifico in relazione alla motivazione di primo grado, la quale era estremamente sintetica e non affrontava compiutamente le doglianze sulla notificazione e sulla responsabilità solidale.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo di ricorso: ha affermato che, alla luce della motivazione resa dal giudice di pace, l'atto di appello conteneva censure sufficientemente specifiche perché criticava la mancata pronuncia sulla nullità della notificazione e ribadiva l'insussistenza della solidarietà personale dei ricorrenti. La sentenza del Tribunale di Siena che aveva dichiarato l'appello inammissibile è stata quindi cassata, con rinvio al Tribunale di Siena in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 342 c.p.c.

    L'atto di appello è sufficiente se, letto in relazione alla motivazione della decisione impugnata, consente di individuare le censure mosse al decisum di primo grado; non può essere dichiarato inammissibile quando contenga doglianze specifiche rispetto ai punti effettivamente trattati, ancorché la sentenza appellata sia sintetica.

  • art. 6 L. 689/1981

    La persona giuridica, l'ente o l'imprenditore è obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma dovuta; la Corte richiama tale norma solo per descrivere la motivazione del primo giudice, senza entrarne nel merito decisorio.

Massime di principio

  • Ai fini della specificità dell'atto di appello ex art. 342 c.p.c. occorre valutare le censure in rapporto alla concreta motivazione della sentenza di primo grado: l'impugnazione è ammissibile se individua i capi contestati e le ragioni della critica, anche quando il provvedimento appellato sia estremamente conciso.
  • La declaratoria di inammissibilità per difetto di specificità non è legittima quando l'appellante, rispetto a una decisione di primo grado solo sommariamente motivata, deduce la mancata pronuncia su domande o eccezioni rilevanti e rinnova le contestazioni già formulate.
  • Nel giudizio di appello la verifica della specificità dei motivi non può essere svolta in astratto, ma deve tener conto del contenuto effettivo della decisione impugnata e della corrispondenza tra quest'ultima e le doglianze formulate dall'appellante.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniInadempimento
RamiProcesso civileObbligazioni
SottomaterieAppello
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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