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Ordinanza

Ordinanza n. 3434/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma: della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda) n. 01382/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202507311

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Veneto che aveva accolto il ricorso contro il diniego dell'attestato di libera circolazione del dipinto e contro gli atti relativi alla dichiarazione di interesse culturale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il Ministero della Cultura ha appellato la sentenza con cui il TAR Veneto aveva accolto il ricorso, integrato da motivi aggiunti, proposto dal proprietario del dipinto "Salvator mundi" contro il diniego della Soprintendenza al rilascio dell'attestato di libera circolazione, l'avvio del procedimento di dichiarazione dell'interesse culturale, i verbali della Commissione esportazione, gli atti istruttori e i successivi provvedimenti ministeriali dichiarativi dell'interesse culturale particolarmente importante dell'opera, attribuita a Vittore Carpaccio. Il punto decisivo della controversia è costituito dall'ipotizzata precedente uscita illegittima del dipinto dal territorio nazionale. Secondo l'Amministrazione, l'opera sarebbe stata presente in Italia almeno fino agli anni Sessanta, o comunque prima del 2011, quando era rientrata in Italia con licenza di temporanea importazione dall'Austria. Tale ricostruzione sarebbe sorretta dalla letteratura storico-artistica, da perizie e da riferimenti alla possibile proprietà dell'antiquario Giorgio Balboni e alle fototeche di Roberto Longhi e Carlo Volpe. La presenza dell'opera in Italia nel periodo indicato costituisce il presupposto fattuale e giuridico determinante per valutare la legittimità degli atti impugnati.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell'appello. Ha ritenuto necessario disporre una verificazione, ai sensi degli artt. 65, comma 2, e 66 c.p.a., per accertare fatti decisivi: la storia attributiva del dipinto, le vicende e i passaggi di proprietà dell'opera e, soprattutto, la sua presenza in Italia nell'epoca temporale posta a fondamento dell'azione amministrativa. L'incarico è stato affidato al Direttore del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell'Università Ca' Foscari di Venezia, con individuazione di un docente esperto di storia dell'arte veneziana. Il verificatore potrà avvalersi di altro studioso, esaminare il fascicolo processuale, accedere ad archivi e registri pubblici o privati, consultare gli archivi relativi all'attività dell'antiquario Balboni e le fototeche Longhi e Volpe, svolgere ispezioni sull'opera e acquisire la documentazione necessaria. Le operazioni dovranno svolgersi nel contraddittorio delle parti secondo il calendario fissato nell'ordinanza, con deposito della relazione finale entro il 10 ottobre 2026. Il compenso iniziale di euro 2.000,00 è stato posto provvisoriamente a carico del Ministero. La trattazione del merito è stata rinviata all'udienza pubblica del 17 dicembre 2026, con riserva di ogni decisione.

Norme richiamate

  • art. 65, comma 2, c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo di disporre gli incombenti istruttori necessari per la decisione della controversia.

  • art. 66 c.p.a.

    Disciplina la verificazione, disposta dal giudice per accertare fatti rilevanti mediante un organo tecnico dotato delle necessarie competenze.

  • art. 10, comma 3, lett. a), d.lgs. 42/2004

    È richiamato quale fondamento della dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante del dipinto.

  • art. 13 d.lgs. 42/2004

    È richiamato, unitamente all'art. 10, comma 3, lett. a), quale base normativa della dichiarazione di interesse culturale dell'opera.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di provvedimenti in materia di circolazione ed esportazione di un bene culturale dipende dalla sua pregressa presenza sul territorio nazionale, il giudice può disporre una verificazione per ricostruire, con metodo tecnico-specialistico, la storia attributiva, i passaggi di proprietà e la collocazione temporale e geografica dell'opera.
  • La verificazione è ammissibile quando l'accertamento di fatti tecnici e storico-documentali controversi risulta decisivo per la definizione del giudizio e richiede competenze specialistiche non surrogabili dalla mera valutazione degli atti processuali.
  • Le operazioni di verificazione devono svolgersi nel contraddittorio delle parti e possono comprendere l'accesso a documenti, archivi, registri, collezioni e fototeche, nonché l'ispezione dell'oggetto della controversia, se tali attività sono necessarie a rispondere al quesito giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieCircolazione e prelazione dei beni culturaliIstruttoria processuale
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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