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Parere

Parere n. 1799/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da -OMISSIS-, contro l’U.T.G. - Prefettura di -OMISSIS- avverso il provvedimento -OMISSIS-del -OMISSIS- avente ad oggetto divieto di detenzione armi munizioni ed esplosivi;

Giustizia amministrativa202401445

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Sezione prende atto della rinuncia formalmente comunicata dal ricorrente il 7 novembre 2024 e ritiene conseguentemente estinto il procedimento. Non esamina nel merito la legittimità del divieto prefettizio né i presupposti sostanziali relativi all’affidabilità del ricorrente.

Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Ricorso straordinario contro il provvedimento prefettizio che vietava la detenzione di armi, munizioni ed esplosivi.

Esito

ESTINZIONE

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

Il ricorrente aveva impugnato il provvedimento prefettizio che, sulla base di fatti ritenuti idonei a incidere negativamente sui requisiti soggettivi e sull’affidabilità nella detenzione di armi, gli ingiungeva di consegnare armi, munizioni, esplosivi ed eventuali titoli di polizia per la custodia e di cedere quanto in suo possesso entro 150 giorni, con avvertenza di confisca in caso di inottemperanza. Nel corso del procedimento, dopo essere stato invitato a versare il contributo unificato di € 650,00, il ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso, motivando la scelta con l’impossibilità economica di corrispondere tale importo.

Norme richiamate

  • art. 8 d.P.R. 1199/1971

    L'atto di ricorso straordinario, presentato ai sensi dell'articolo 8 del D.P.R. n. 1199 del 1971, veniva trasmesso dal -OMISSIS-al Consiglio di Stato per l'emissione del prescritto parere, unitamente alla relazione del Sig. Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e alla documentazione allegata.

    La disposizione è richiamata per qualificare e inquadrare il ricorso straordinario sottoposto al parere. Il Consiglio di Stato non ne svolge un’autonoma interpretazione, poiché l’estinzione consegue alla rinuncia.

Estinzione del ricorso straordinario contro il divieto di detenzione di armi

La Sezione Prima esamina un ricorso straordinario contro un provvedimento prefettizio di divieto di detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. L’affare si conclude senza una pronuncia sulla legittimità sostanziale del provvedimento, in seguito alla rinuncia del ricorrente.

Il provvedimento impugnato

La Prefettura aveva ritenuto che una serie di fatti incidesse negativamente sui requisiti soggettivi e sull’affidabilità dell’interessato nella detenzione di armi, disponendo il divieto. Il decreto ingiungeva la consegna per la custodia di armi, munizioni, esplosivi ed eventuali titoli di polizia e imponeva la cessione dei beni entro 150 giorni dalla notifica, a un’armeria o a una persona non convivente munita del titolo necessario. In caso di mancata cessione entro il termine, era prevista la confisca e il versamento alla competente Direzione di Artiglieria ai sensi della legge 22 maggio 1975, n. 152.

Rinuncia e decisione

Nel corso del procedimento, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza aveva invitato il ricorrente a versare il contributo unificato di € 650,00. Con nota del 7 novembre 2024, il ricorrente ha rinunciato al ricorso, dichiarando di non poter sostenere il pagamento. La Sezione prende atto della rinuncia e rende parere affinché il ricorso sia dichiarato estinto; non decide i motivi di merito contro il divieto.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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