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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42207/2022 del 08/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La parte civile ha impugnato la sentenza della Corte di Appello di Bologna che, pur dichiarando intervenuta la prescrizione del reato contestato all'imputato Eric Tamanti, aveva revocato le statuizioni civili (risarcimento e provvisionale) ritenendo che la parte civile avesse implicitamente revocato la propria costituzione per non aver risposto a sollecito. Il ricorrente deduce che la Corte ha erroneamente applicato l'art. 578 c.p.p. e ha dato per scontata una revoca implicita nonostante la parte civile avesse depositato, tramite PEC il 04/01/2021 (nel periodo del rito cartolare previsto dall'art. 23 D.L. n.137/2020), conclusioni con cui chiedeva la conferma delle statuizioni civili; inoltre la correzione richiesta ai sensi dell'art. 130 c.p.p. non è stata ritenuta ammissibile dalla Corte di Appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della parte civile, dichiarandolo fondato. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili, ritenendo che l'erronea valutazione da parte della Corte di Appello circa le conclusioni depositate integri la nullità prevista dall'art. 578 c.p.p., e ha disposto il rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello per la decisione sul risarcimento e sulla liquidazione, mantenendo invece ferme le statuizioni penali (prescrizione).

Norme richiamate

  • art. 578 cod. proc. pen.

    L'errore della Corte territoriale nel ritenere assente la volontà della parte civile e nel revocare le statuizioni civili integra una nullità della sentenza ai sensi di questa norma; da ciò deriva l'annullamento limitato agli effetti civili.

  • art. 23, comma 8, D.L. 28 ottobre 2020, n. 137

    Ha giustificato l'uso del "rito cartolare" nel periodo pandemico e la validità del deposito di conclusioni tramite PEC; la Corte di Cassazione riconosce che le conclusioni inviate via PEC nel periodo erano rituali e rilevanti.

  • art. 130 cod. proc. pen.

    La parte civile aveva chiesto la correzione della sentenza per omissione delle conclusioni depositate; la Corte di Appello ha ritenuto non applicabile la procedura di correzione dell'errore materiale per emendare la decisione, ma la Cassazione ha ritenuto l'omissione una nullità rilevante ai fini dell'art. 578 c.p.p.

Massime di principio

  • La mancata considerazione da parte del giudice di atti e conclusioni regolarmente depositati integra una nullità della sentenza che può portare all'annullamento limitato agli effetti civili (art. 578 c.p.p.).
  • Nel periodo emergenziale la presentazione di conclusioni tramite PEC ai sensi dell'art. 23 D.L. n.137/2020 deve essere valutata come deposito valido: il silenzio del destinatario non può automaticamente essere interpretato come rinuncia o revoca implicita.
  • La revoca della costituzione di parte civile non può essere ricavata per deduzione dall'inerzia quando esistono atti formali e tempestivi che manifestano la volontà opposta; il giudice deve accertare concretamente la volontà del danneggiato.
  • La procedura di correzione per errore materiale (art. 130 c.p.p.) non è sempre idonea a sanare omissioni o valutazioni giuridiche rilevanti; tali carenze possono costituire cause di nullità che richiedono annullamento e rinvio.
  • In caso di estinzione del reato per prescrizione in sede penale, i diritti civili conseguenti (risarcimento) restano tutelabili e devono essere trattati dal giudice civile competente; l'annullamento parziale può essere disposto per preservare questa tutela.

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