Cassazione Penale, Sentenza n. 28260/2023 del 30/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava principalmente: 1) la valutazione dei beni ammortizzabili oggetto della presunta distrazione, deducendo che il consulente di parte aveva indicato un valore di euro 169,81 e contemporaneamente escluso dalla valutazione alcune categorie di cespiti, sicché il valore corretto sarebbe pari a zero; 2) la mancata considerazione della sorte effettiva dei beni (alcuni ritirati da TIM dopo la risoluzione del contratto di franchising; altri custoditi presso l'abitazione del Volpe) e l'assenza di rilevanza penale della sottrazione dato il valore irrisorio; 3) la carenza di motivazione sulla sussistenza dell'elemento soggettivo (dolo) della bancarotta fraudolenta per distrazione; 4) l'omessa argomentazione sulla concessione delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i primi tre motivi (esaminati congiuntamente) e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio. Ha rilevato che la Corte territoriale non ha adeguatamente motivato la non condivisione della ricostruzione di parte circa il valore nullo dei beni, non ha preso posizione sulla documentata sottrazione/ritiro di alcuni cespiti da parte di TIM né sui beni custoditi presso l'abitazione del Volpe, e non ha svolto un'analisi critica circa la sussistenza dell'elemento soggettivo, che richiede l'individuazione di indici di fraudolenza collegati alla situazione patrimoniale e gestionale dell'impresa. L'accoglimento di tali motivi ha assorbito il quarto motivo relativo alle attenuanti generiche. In sintesi: annullamento con rinvio per nuovo giudizio.
Norme richiamate
art. 219, terzo comma, legge fallimentare
La Corte di merito aveva concesso la circostanza attenuante prevista da questa norma; la Cassazione non contesta la concessione in sé ma valuta la complessiva motivazione sulla responsabilità e sul valore dei beni
art. 173 disposizioni attuative codice di procedura penale
Limiti formali imposti al ricorso per cassazione cui il ricorrente si è attenuto nella esposizione dei motivi
art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020, n. 137, conv. con legge 18/12/2020, n. 176
Norma richiamata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale
Giurisprudenza (Sez. 5, n. 38396 del 23/06/2017, Sgaramella, Rv. 270763-01)
Richiama i criteri per l'accertamento della bancarotta fraudolenta per distrazione: occorre verificare indici di fraudolenza valutando la condotta alla luce della situazione patrimoniale e finanziaria dell'impresa, cointeressenze dell'amministratore, e la concreta pericolosità dell'atto per il patrimonio sociale e i creditori
Massime di principio
- Se il valore dei beni oggetto di presunta distrazione è irrilevante o nullo, il giudice deve motivare esplicitamente il criterio valutativo adottato e confrontarlo con le valutazioni di parte; una mera affermazione del valore senza confronto critico è insufficiente
- Quando parte dei beni è stata rimossa da terzi (es. società terza come TIM) o è custodita altrove, il giudice deve valutare l'effetto di tali fatti sulla configurazione della distrazione e sulla rilevanza patrimoniale del fatto
- Per la configurazione della bancarotta fraudolenta per distrazione è essenziale l'accertamento di indici di fraudolenza e del dolo; la motivazione deve collegare la condotta dell'amministratore alla situazione patrimoniale e gestionale dell'impresa
- L'omessa o lacunosa risposta alle deduzioni della difesa su elementi fattuali rilevanti (valore dei beni, sorte dei cespiti, elementi soggettivi) può determinare l'annullamento della sentenza per vizio di motivazione e il rinvio per nuovo esame
- La concessione di attenuanti (anche qualora riconosciute) non esclude l'obbligo di una motivazione completa sui presupposti della responsabilità: attenuanti e responsabilità vanno entrambe ben motivate
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