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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10909/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso denunciava vizio di motivazione sull'elemento psicologico del reato: Tomat sosteneva di non aver riconosciuto come pubblici ufficiali i due agenti che gli avevano intimato l'"alt" e quindi di non avere la consapevolezza richiesta per la resistenza. Contestava inoltre che la Corte di appello avesse disatteso la deposizione del teste Sandro Tomat e omesso la rinnovazione della prova testimoniale ai sensi dell'art. 603 cod. proc. pen., violando il principio della decisione "al di là di ogni ragionevole dubbio".

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi puntando che la Corte di appello ha effettuato una valutazione logica e fattuale basata su elementi non dichiarativi (dinamica dei fatti, comportamento dell'imputato, conoscenza della vettura, assenza di immediata segnalazione o rientro a casa, equipaggiamento da caccia rinvenuto) e non ha quindi avuto l'obbligo di rinnovare la prova orale ritenuta non decisiva. È stato confermato il superamento dell'assoluzione di primo grado operata dalla Corte di appello; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 603 cod. proc. pen., comma 3-bis

    La Corte ha interpretato che l'obbligo di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale non sussiste quando la Corte di appello riforma un'assoluzione basandosi su una diversa valutazione di prove non dichiarative; la rinnovazione è richiesta principalmente se la decisione in appello si fonda sulla rivalutazione di prove dichiarative che erano alla base dell'assoluzione.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 (conv. L. n. 176/2020)

    Previsione sullo svolgimento del procedimento di cassazione con trattazione scritta; il giudizio si è svolto con tale modalità.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 3, n. 36905/2020; Sez. 2, n. 53594/2017; richiamo a Sez. U., n. 27620/2016)

    Richiamati principi giurisprudenziali secondo i quali la rinnovazione della prova testimoniale è necessaria solo se la sentenza di appello si fonda sulla valutazione diretta di quella prova; non è richiesta quando la riforma si basa su elementi oggettivi e non dichiarativi.

Massime di principio

  • La Corte d'appello può riformare un'assoluzione quando fonda la decisione su elementi oggettivi e una valutazione logica della dinamica dei fatti, senza essere obbligata a rinnovare ogni prova testimoniale non determinante.
  • L'obbligo di rinnovazione previsto dall'art. 603 c.p.p. trova applicazione soprattutto laddove la sentenza di primo grado si basi sulla percezione diretta della prova orale; se la prova orale non era il cuore dell'assoluzione, la sua rinnovazione in appello non è imprescindibile.
  • La valutazione sull'elemento psicologico del reato (dolo o coscienza/volontà) può essere ricostruita sulla base di circostanze obiettive e del comportamento successivo dell'imputato (es. mancata segnalazione, comportamento non coerente con uno stato di shock, conoscenza del mezzo usato dagli agenti).
  • Il principio del 'oltre ogni ragionevole dubbio' impone alla difesa di indicare specificamente in cosa la ricostruzione fattuale sia illogica o contraddittoria; argomentazioni generiche e aspecifiche sono insufficienti in cassazione.
  • La trattazione scritta in Cassazione (ove applicabile) comporta che le doglianze devono essere espresse con precisione documentale e logica, poiché la Corte decide sulla base degli atti e delle argomentazioni scritte.

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