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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40966/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso denunciava l'omessa motivazione della Corte di appello in ordine alla verifica dei presupposti per il riconoscimento dell'attenuante della lieve entità, introdotta dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2023. Si evidenziava che la tentata estorsione era nata da un debito di 5 euro per l'acquisto di una dose di hashish e che la difesa aveva chiesto il riconoscimento dell'attenuante in udienza e nelle conclusioni, ma la Corte d'appello non aveva fornito motivazione sul punto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la richiesta dell'attenuante della lieve entità non era stata tempestivamente proposta nell'atto di appello né nei motivi aggiunti o nelle conclusioni; la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui tale questione, proponibile in appello, non può essere dedotta per la prima volta in Cassazione se non adeguatamente prospettata in sede di appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Decisione resa il 04/12/2025.

Norme richiamate

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 120 del 2023

    la pena possa essere diminuita "quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità"

    La Consulta ha ammesso una possibilità di diminuzione di pena per il reato di estorsione quando il fatto, valutato nella sua interezza (natura, mezzi, modalità, entità del danno o del pericolo), risulti di lieve entità

  • Cass., Sez. 2, n. 19543 del 27/03/2024 (massima richiamata)

    "in tema di impugnazioni, non è deducibile con ricorso per cassazione l'omessa motivazione del giudice di appello in ordine al denegato riconoscimento dell'attenuante della lieve entità del delitto di estorsione, prevista dalla sentenza della Corte cost. n. 120 del 2023, ove la questione, già proponibile in quella sede, non sia stata prospettata in appello con i motivi aggiunti ovvero in sede di formulazione delle conclusioni"

    La giurisprudenza di legittimità richiede che la questione relativa al riconoscimento dell'attenuante debba essere tempestivamente proposta in appello (atto di appello o motivi aggiunti/conclusioni) per essere sindacabile in Cassazione; altrimenti il ricorso è inammissibile

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    Ai sensi dell'art. 616 cod.proc. pen., con il provvedimento che dichiara inammissibile il ricorso, la parte privata che lo ha proposto deve essere condannata al pagamento delle spese del procedimento

    La norma autorizza la condanna della parte che ha proposto un ricorso inammissibile al pagamento delle spese e, in presenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, ad una somma a favore della Cassa delle ammende; applicata per imporre la sanzione di euro 3.000

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento dell'attenuante della "lieve entità" è essenziale prospettarla e motivarla tempestivamente nell'atto di appello o nei motivi aggiunti/conclusioni; sollevare la questione solo oralmente in udienza può non essere sufficiente a preservarla per Cassazione.
  • La valutazione della lieve entità richiede un esame complessivo di natura, mezzi, modalità e della tenuità del danno o del pericolo: piccoli importi (es. 5 euro) possono essere rilevanti, ma devono essere documentati e argomentati nelle allegazioni di merito.
  • Se una questione di diritto o di fatto proponibile in appello non è stata adeguatamente proposta in quella sede, la Corte di Cassazione può dichiarare il ricorso inammissibile senza entrare nel merito.
  • Il ricorso inammissibile può comportare non solo il rigetto della domanda ma anche condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.) se sussistono profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.
  • Prassi difensiva consigliata: inserire espressamente nei scritti di impugnazione ogni richiesta di riconoscimento di attenuanti nuove o recenti (es. derivanti da pronunce costituzionali), allegare elementi probatori e chiedere motivazione specifica da parte del giudice di merito per preservare questione per eventuale cassazione.

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