Cassazione Penale, Ordinanza n. 30618/2026 del 11/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato per genericità del motivo, osservando che le doglianze non consentivano di cogliere le ragioni del vizio dedotto né il punto preciso della motivazione asseritamente viziato. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria prevista in caso di inammissibilità.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo dell'11/09/2025. Dal testo emerge soltanto che il primo motivo di ricorso era formulato in modo generico, con censure vaghe e non idonee a consentire di individuare le ragioni del vizio denunciato né lo specifico punto della motivazione della decisione di merito che sarebbe stato erroneo. Non sono indicati i fatti di causa né il reato contestato nel provvedimento trascritto.
Norme richiamate
Il ricorso è dichiarato inammissibile quando i motivi sono manifestamente infondati o formulati in modo generico e non consentono di comprendere il vizio denunciato.
Massime di principio
- Nel ricorso per cassazione i motivi devono essere specifici e consentire di individuare con precisione la doglianza e il passaggio motivazionale censurato; censure vaghe o meramente assertive sono inidonee.
- La mera genericità del motivo integra una causa di inammissibilità del ricorso quando impedisce il controllo di legittimità sulla decisione impugnata.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria prevista dalla legge.
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