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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3131/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato l'obbligo di dimora nel comune di Catania, il divieto di espatrio e l'obbligo di presentazione alla P.G., in relazione a contestazioni per associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e truffa aggravata. Il ricorrente ha dedotto: carenza delle esigenze cautelari, contraddittorietà e illogicità della motivazione, mancata valutazione di elementi rilevanti quali le gravi condizioni di salute e l'iscrizione all'AIRE con necessità di trasferirsi all'estero per cure e attività lavorativa, rilevanza del parere favorevole del P.M. procedente e assenza del pericolo concreto di reiterazione dei reati (puntualmente richiamando anche gli artt. 274 e 282 c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo i motivi manifestamente infondati, generici e non consentiti. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente motivato la conferma delle misure, evidenziando l'assenza di fatti nuovi idonei a modificare il quadro probatorio e le esigenze cautelari; ha ritenuto irrilevante, ai fini del sindacato, la sola iscrizione all'AIRE o la genericità delle condizioni di salute non documentate, e ha ribadito che il parere del P.M. non ha carattere vincolante. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base dell'impugnazione al Tribunale del riesame; la Corte conferma il principio che il riesame è limitato al controllo di correttezza giuridica e adeguatezza motivazionale dell'ordinanza impugnata, e non a un nuovo esame pieno delle condizioni cautelari se non nei limiti dell'effetto devolutivo e dei fatti nuovi allegati.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata per i limiti della motivazione riportata in cassazione: la Corte ha trattato i motivi nei limiti necessari alla decisione, come previsto dalla norma.

  • art. 274 e art. 282 cod. proc. pen.

    Articoli richiamati dal ricorrente come violati in relazione ai presupposti e alle garanzie delle misure cautelari; la Corte però ha ritenuto che non sussista inosservanza o errata applicazione delle norme processuali invocate, valutando che mancavano fatti nuovi e concreti a fondare la revoca o sostituzione delle misure.

Massime di principio

  • Il Tribunale del riesame non riesamina ex novo la sussistenza delle esigenze cautelari: può intervenire solo se sono allegati fatti nuovi, concreti e rilevanti che modifichino apprezzabilmente il quadro probatorio.
  • La semplice esposizione di difficoltà personali (es. condizioni di salute, iscrizione all'AIRE, esigenze lavorative o amministrative) non è sufficiente a giustificare la revoca o la modifica di misure cautelari, salvo che siano documentate e dimostrino un'effettiva incidenza sulle esigenze cautelari.
  • Il parere favorevole del P.M. procedente non vincola il giudice: la decisione deve risultare da motivazione autonoma e adeguata del giudice, che può legittimamente discostarsene se ritiene sussistenti ragioni opposte.
  • In cassazione per inammissibilità si rischia quando i motivi sono generici, aspecifici o non confrontano puntualmente la motivazione impugnata; occorre dedurre e documentare fatti nuovi o errori di diritto chiari e specifici.
  • Per ottenere la revoca o sostituzione di misure cautelari conviene produrre prove documentali e circostanziate (certificati medici dettagliati, documentazione probante l'effettiva necessità del trasferimento o la cessazione delle esigenze cautelari) e argomentare specificamente come tali elementi incidano sul pericolo di reiterazione o di inquinamento probatorio.

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