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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32273/2026 del 28/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputati)

La controversia

Gli imputati hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Roma, che aveva parzialmente riformato la decisione del Tribunale di Cassino confermando la loro responsabilità per rapina e lesioni personali commesse ai danni di una persona offesa e rideterminando la pena per uno degli imputati mediante concessione delle attenuanti generiche in equivalenza con le aggravanti. Nel ricorso comune hanno sostenuto che il fatto dovesse essere riqualificato da rapina a furto con strappo, poiché la caduta della persona offesa sarebbe stata conseguenza, e non mezzo, della sottrazione, e hanno censurato il giudizio di bilanciamento delle circostanze, chiedendo la prevalenza delle attenuanti. Nel ricorso individuale uno degli imputati ha inoltre dedotto la mancata applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità nella rapina, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 86 del 2024, vizi motivazionali sull'attendibilità della persona offesa e sulla prova del concorso di persone, nonché la determinazione della pena base in misura superiore al minimo edittale.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondate le censure relative alla qualificazione del fatto e all'affermazione di responsabilità. Ha confermato che, secondo la ricostruzione dei giudici di merito, gli strattoni e le spinte alla persona offesa, culminati nella sua caduta, avevano costituito violenza funzionale alla sottrazione e integravano la rapina, non il furto con strappo. Ha inoltre ritenuto generica e non adeguatamente confrontata con le motivazioni di merito la doglianza sull'attendibilità della persona offesa e sul concorso degli imputati. Ha invece accolto il motivo concernente l'applicabilità dell'attenuante del fatto di lieve entità alla rapina aggravata, affermando che la sentenza della Corte costituzionale n. 86 del 2024 non limita l'attenuante alla rapina semplice e che la sua applicazione non è preclusa dalla contemporanea presenza di aggravanti. La sentenza è stata annullata nei confronti di entrambi gli imputati limitatamente al trattamento sanzionatorio, con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Roma per un nuovo giudizio sul punto. Sono stati dichiarati assorbiti gli ulteriori motivi relativi al bilanciamento delle circostanze e alla misura della pena. L'affermazione di responsabilità per i reati contestati è stata dichiarata irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5, c.p.p.

    Richiamato per la trattazione dei ricorsi in camera di consiglio senza presenza delle parti, in assenza di richiesta tempestiva di trattazione orale.

  • art. 611, comma 1-bis, c.p.p.

    Richiamato per la trattazione dei ricorsi in camera di consiglio senza presenza delle parti.

  • art. 624 c.p.

    La Corte distingue il furto con strappo dalla rapina in base alla funzione della violenza esercitata sulla persona: quando la violenza, mediante strattoni e spinte, è funzionale alla sottrazione, il fatto ricade nella rapina.

  • art. 628 c.p.

    La condotta caratterizzata da strattoni e spinte alla persona offesa, fino a provocarne la caduta, seguite dalla sottrazione, integra la rapina e non il furto con strappo.

  • art. 69 c.p.

    La circostanza attenuante del fatto di lieve entità può coesistere con circostanze aggravanti e deve essere eventualmente valutata nel giudizio di comparazione.

  • art. 192 c.p.p.

    La valutazione della deposizione della persona offesa è stata esaminata dai giudici di merito, la cui motivazione è stata ritenuta non adeguatamente contestata dai ricorrenti.

  • art. 52 d.lgs. 196/2003

    Richiamato nell'ordine finale di omettere generalità e dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • La distinzione tra rapina e furto con strappo dipende dalla funzione della violenza esercitata: se strattoni, spinte o altre condotte violente sono diretti anche a vincere la resistenza o a neutralizzare la persona offesa e risultano funzionali alla sottrazione, il fatto integra rapina; non rileva, in senso contrario, che la sottrazione materiale avvenga successivamente alla caduta della vittima.
  • Nel giudizio di cassazione non è consentita una nuova ricostruzione del fatto sulla base di una diversa lettura delle risultanze processuali, quando la motivazione dei giudici di merito sia strutturalmente coerente e non affetta da manifesta illogicità.
  • L'attenuante del fatto di lieve entità applicabile alla rapina, introdotta o riconosciuta a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 86 del 2024, non è limitata ai casi di rapina semplice e può essere valutata anche quando siano contestate o riconosciute circostanze aggravanti.
  • La presenza di circostanze aggravanti non consente di escludere in via astratta e preventiva l'attenuante del fatto di lieve entità; occorre esaminare in concreto la natura, la specie, i mezzi, le modalità e le circostanze dell'azione, nonché la particolare tenuità del danno o del pericolo e l'eventuale estemporaneità della condotta.
  • La circostanza attenuante di natura oggettiva riferita alla complessiva attività concorsuale deve essere valutata con riguardo all'azione complessiva di tutti i partecipi e, se riconosciuta, può produrre effetti anche nei confronti del coimputato che non abbia formulato lo specifico motivo di ricorso.
  • Quando l'accoglimento della questione relativa a una circostanza suscettibile di incidere sull'intero trattamento sanzionatorio è pregiudiziale, gli ulteriori motivi concernenti il bilanciamento delle circostanze e la quantificazione della pena restano assorbiti e il giudice di rinvio deve procedere a una nuova valutazione complessiva della pena.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiConcorso di persone

Testo integrale

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