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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37957/2024 del 16/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ienco Teresa era stata condannata in primo e secondo grado per il reato di lesioni personali contestato da Gravina Angela. Con ricorso per cassazione la difesa ha dedotto vizio di motivazione e erronea applicazione della legge penale, sostenendo che le dichiarazioni della persona offesa erano inutilizzabili perché rese in violazione degli artt. 210 e 64 cod. proc. pen.: in particolare la difesa aveva documentato che, al momento dell'escussione, la Gravina rivestiva la qualità di indagata in un procedimento connesso (querela promossa dall'imputata) e dunque la sua escussione avrebbe dovuto svolgersi nelle forme dell'art. 210, con gli avvisi previsti dall'art. 64; il Tribunale non si era pronunciato sulla questione dell'inutilizzabilità delle dichiarazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo, constatando l'omissione del Tribunale nel pronunciarsi sulla rilevante questione circa la qualità di indagata della Gravina al momento della sua escussione e, dunque, sull'utilizzabilità delle sue dichiarazioni che costituivano il nucleo probatorio della condanna. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo esame al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ad istruirsi davanti a un magistrato diverso da quello che pronunciò la decisione di secondo grado.

Norme richiamate

  • art. 210 cod. proc. pen.

    l'art. 210 disciplina l'esame delle persone (in particolare quando la persona offesa riveste anche la qualità di indagata in procedimento connesso), imponendo forme specifiche di escussione; se la persona offesa è anche indagata in procedimenti connessi, l'esame deve svolgersi secondo le garanzie previste da tale norma e la mancata osservanza può rendere inutilizzabili le dichiarazioni

  • art. 64 cod. proc. pen.

    l'art. 64 impone specifici avvisi alla persona sottoposta ad escussione (garanzie difensive); l'assenza degli avvisi previsti integra una violazione formale che può incidere sull'utilizzabilità delle dichiarazioni rese

  • art. 371 comma 2 lett. b) cod. proc. pen.

    questa disposizione ricomprende nel campo di applicazione dell'art. 210 i casi di reati commessi reciprocamente da imputato e persona offesa: quando sussistono rapporti di accusa reciproca, l'esame deve seguire le forme previste dall'art. 210

Massime di principio

  • Se la persona offesa è anche indagata in un procedimento connesso, le sue dichiarazioni devono essere raccolte secondo le forme dell'art. 210; in mancanza, la difesa può chiedere la loro inutilizzabilità
  • La mancata pronuncia del giudice su un'eccezione rilevante di utilizzabilità delle dichiarazioni costituisce vizio di motivazione e può portare all'annullamento con rinvio
  • Quando la condanna si fonda principalmente sulle dichiarazioni della persona offesa, la violazione delle garanzie procedurali (art. 210 e art. 64) è suscettibile di pregiudizio e rende più probabile l'annullamento
  • La difesa deve tempestivamente sollevare e documentare la qualità di indagata della controparte e chiedere l'osservanza delle forme di escussione previste, perché l'omessa contestazione può precludere rimedi successivi
  • In caso di annullamento per omissione di valutazione su questioni di utilizzabilità, il rinvio avviene a diverso magistrato per garantire un nuovo esame imparziale

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