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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28706/2024 del 17/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione rigettava l'incidente di esecuzione volto alla sospensione o revoca dell'ordine di demolizione già disposto con sentenze irrevocabili (per i Spina: sentenza di patteggiamento n.1788/99 del Pretore di Messina; per la Saccà: sentenza n.226/06 del Tribunale di Messina). La censura principale era il vizio di motivazione per travisamento probatorio: i ricorrenti sostenevano di aver prodotto e fatto acquisire al tribunale, tramite PEC il 23/05/2022 (acquisito all'ud. 25/05/2022), le quietanze di pagamento integrale degli oneri concessori e la documentazione integrativa depositata al Comune entro il 26/04/2022 e pagata il 27/04/2022, dimostrando così l'assenza di inerzia e l'avvenuto adempimento delle condizioni per ottenere la sospensione dell'esecuzione a seguito della domanda di condono/sanatoria (presentata il 31/03/2004). Si lamentava che il tribunale avesse ignorato tali documenti e erroneamente ritenuto i ricorrenti inerti, con motivazione illogica e apparente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come complessivamente infondati. Ha ritenuto non decisivo il supposto travisamento probatorio: anche ammettendo la produzione delle quietanze e dell'integrazione documentale, alla data dell'ordinanza del 15/09/2023 le istanze di condono (presentate il 31/03/2004) erano ancora pendenti e non risultava alcun provvedimento comunale che ne rendesse verosimile e prossimo l'accoglimento. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il giudice dell'esecuzione, prima di sospendere l'esecuzione per domanda di sanatoria, deve valutare il prevedibile risultato dell'istanza e i tempi di definizione; un lasso di tempo abnorme (quasi vent'anni) e l'assenza di un rapido esito amministrativo giustificano il rigetto dell'istanza di sospensione/revoca. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 380 del 2001, art. 31

    Regola l'ordine di demolizione per opere abusive e la possibilità di sospensione/revoca in presenza di istanza di condono/sanatoria; il giudice dell'esecuzione deve valutare l'esito e la tempistica del procedimento amministrativo prima di sospendere l'esecuzione.

  • art. 611, cod. proc. per.

    Norma procedurale richiamata per il trattamento del ricorso in Cassazione; indica la disciplina del procedimento di impugnazione delle ordinanze dell'esecuzione (ai fini della trattazione del ricorso).

  • L. n. 36 del 2003 (richiamata in relazione alla procedura di sanatoria/condono)

    La normativa sulle istanze di condono impone requisiti quali la tempestività della domanda, l'ultimazione dei lavori entro termini previsti e l'integrale versamento degli oneri concessori; l'accoglimento dell'istanza e la rapida conclusione amministrativa sono condizioni rilevanti per sospendere l'esecuzione.

Massime di principio

  • La presentazione di documentazione integrativa o delle quietanze di pagamento non è di per sé sufficiente a ottenere la sospensione dell'ordine di demolizione: occorre che l'iter amministrativo sia prossima alla definizione e che emerga un concreto e rapido esito favorevole.
  • Il giudice dell'esecuzione deve valutare la tempestività della domanda di condono, l'effettiva ultimazione dei lavori entro il termine utile, l'integrale pagamento degli oneri e l'assenza di cause di non condonabilità assoluta prima di sospendere l'esecuzione.
  • Un periodo di pendency amministrativa abnormemente lungo (anni o decenni) senza provvedimenti favorevoli rende improbabile la sospensione dell'esecuzione: il richiedente deve fornire elementi che dimostrino la prossima definizione o un concreto indice di accoglimento.
  • Le contestazioni di 'travisamento probatorio' sono rilevanti solo se decisive rispetto all'esito: la mera inesattezza di valutazione di documenti non invalida l'ordinanza se, nella sostanza, manca l'elemento decisivo richiesto (es. provvedimento amministrativo favorevole o imminente).
  • Chi invoca la sospensione dell'esecuzione per sopravvenuta domanda di sanatoria ha l'onere di dimostrare non solo l'avvenuta produzione di documenti, ma anche che la procedura amministrativa sia suscettibile di un rapido e positivo esito.

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