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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11162/2024 del 24/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un cittadino straniero impugnava in cassazione l'ordinanza del Giudice di Pace che aveva convalidato la prima proroga del suo trattenimento presso un C.P.R. su richiesta della Questura. Secondo il ricorrente, il provvedimento di espulsione e il trattenimento erano illegittimi perché egli sarebbe stato titolare di un permesso di soggiorno rilasciato dalla Spagna, Stato membro dell'Unione europea, circostanza che avrebbe impedito l'espulsione o comunque imposto una valutazione integrale della legittimità della procedura anche in sede di proroga e riesame. Con il secondo motivo sosteneva che la proroga fosse stata chiesta tardivamente e che non sussistessero le gravi difficoltà nell'ottenimento dei documenti di viaggio, chiedendo in sostanza un controllo pieno sulle valutazioni amministrative circa identificazione e rimpatrio.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che il decreto impugnato si fondasse su più rationes decidendi autonome e che il ricorrente non avesse censurato quella decisiva, cioè l'accertamento in fatto del giudice di merito secondo cui la veridicità del permesso spagnolo non era ancora stata accertata. Sul secondo motivo ha osservato che la censura mirava in realtà a sollecitare un sindacato sul merito amministrativo e una nuova valutazione dei fatti, non consentiti in sede di legittimità. Nulla è stato disposto per le spese; il procedimento è stato dichiarato esente.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 5, D.Lgs. 286/1998

    viene richiamato come base normativa della proroga del trattenimento nel centro di permanenza per i rimpatri.

  • art. 14, comma 1, D.Lgs. 286/1998

    viene evocato nel secondo motivo in relazione ai presupposti del trattenimento e alla tempistica della richiesta di proroga.

  • art. 5, comma 7-bis, D.Lgs. 286/1998

    è richiamato dal ricorrente a sostegno della dedotta illegittimità dell'espulsione e della decisione di rimpatrio.

  • art. 6, comma 2, Direttiva 2008/115/CE

    è invocato dal ricorrente per sostenere il divieto di espulsione del cittadino di Paese terzo titolare di permesso di soggiorno rilasciato da altro Stato membro.

  • art. 15, Direttiva 2008/115/CE

    è richiamato nel secondo motivo per contestare la proroga del trattenimento e la sussistenza delle difficoltà nell'ottenimento dei documenti di viaggio.

Massime di principio

  • Quando la decisione impugnata si fonda su pluralità di rationes decidendi autonome e ciascuna è idonea da sola a sorreggerla, il ricorso è inammissibile se non vengono censurate tutte le rationes decisive.
  • In sede di legittimità non è consentito censurare una valutazione di fatto del giudice di merito sotto la veste formale della violazione di legge, se la doglianza richiede in realtà una nuova lettura degli atti e delle risultanze istruttorie.
  • La mera allegazione dell'esistenza di un titolo di soggiorno rilasciato da altro Stato membro non basta a travolgere il provvedimento se il giudice di merito ha accertato, in fatto, che la veridicità o l'efficacia di quel titolo non è ancora stata provata.
  • Le contestazioni relative alla tempistica delle attività amministrative e alla valutazione delle difficoltà operative nel rimpatrio, quando investono scelte e apprezzamenti dell'amministrazione non eccedenti termini inderogabili, non sono sindacabili come violazioni di legge in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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