Ordinanza n. 2843/2026 - Roma, Sezione 5T
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della determinazione dirigenziale n. rep. QC/-OMISSIS-2026 del 04.02.2026, numero prot. QC/-OMISSIS-2026 del 04.02.2026, notificata alla ricorrente in data 16.03.2026, con la quale Roma Capitale - Dipartimento politiche abitative – Direzione interventi alloggiativi – U.O. Assistenza alloggiativa – Servizio sanatorie – Ufficio sanatorie in persona del dirigente p.t. determinava “…il rigetto dell’istanza di assegnazione in regolarizzazione presentata dalla sig.ra OMISSIS, con nucleo familiare composto dalla richiedente e dai figli OMISSIS 1, OMISSIS 2 e OMISSIS 3, per l’alloggio di proprietà dell’A.T.E.R., sito in Roma -OMISSIS- -OMISSIS-, liv.1, matr.-OMISSIS-, in conformità all’esito contrario del procedimento istruttorio di spettanza esclusiva dell’ente gestore dell’alloggio – A.T.E.R. del Comune di Roma – e per i motivi ostativi rappresentati in sede di preavviso di rigetto e di successiva conferma del rigetto stesso (..)”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di assegnazione in regolarizzazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica
Esito
Favorevole al resistente (ente gestore e amministrazione procedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato, chiedendone in via cautelare la sospensione, la determinazione dirigenziale con cui Roma Capitale ha respinto l’istanza di assegnazione in regolarizzazione dell’alloggio ERP occupato dalla richiedente e dal suo nucleo familiare, richiamando l’esito negativo dell’istruttoria dell’ATER e i motivi ostativi già comunicati nel preavviso di rigetto. Dal testo dell’ordinanza non risultano specificati i singoli motivi di ricorso; emerge tuttavia che la controversia concerne il superamento dei limiti di valore degli immobili intestati alla ricorrente e il rilievo, ai fini del requisito, della loro ubicazione e destinazione.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto di fumus boni iuris. In sede di sommaria delibazione ha rilevato che il provvedimento impugnato è plurimotivato e che, anche considerando soltanto gli immobili intestati alla ricorrente, risultano superati i limiti di valore previsti. Secondo il Collegio, per tali immobili non assumono rilievo né l’ubicazione sul territorio nazionale né la destinazione, trattandosi di un requisito alternativo rispetto al possesso di un alloggio idoneo alle esigenze del nucleo familiare. Sono stati richiamati precedenti del TAR Lazio. Non è stata ravvisata, quindi, una ragione per sospendere l’efficacia del diniego. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; la domanda cautelare è stata respinta sulla base della sommaria valutazione negativa della fondatezza del ricorso.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità della ricorrente e dei dati idonei a identificare l’immobile.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- In sede cautelare, la domanda di sospensione deve essere respinta quando, alla sommaria delibazione propria della fase, il ricorso non appare favorevolmente definibile e il provvedimento impugnato risulta sorretto da una pluralità di motivazioni autonome, una delle quali appare già sufficiente a sostenerne la legittimità.
- Nella verifica dei requisiti per la regolarizzazione dell’assegnazione di un alloggio ERP, il superamento dei limiti di valore degli immobili intestati al richiedente può essere valutato senza attribuire rilievo alla loro ubicazione sul territorio nazionale o alla loro destinazione, quando tale requisito opera in via alternativa rispetto al possesso di un alloggio idoneo alle esigenze del nucleo familiare.
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