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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39946/2025 del 11/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Salati ha impugnato la sentenza d'appello deducendo: 1) omissione della declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, poiché la Corte d'appello avrebbe erroneamente computato i periodi di sospensione della prescrizione (avrebbe ritenuto sospensivo l'adesione all'astensione del PM, quando invece tale adesione del magistrato onorario non determina sospensione); 2) improcedibilità dell'azione per difetto di legittimazione nella presentazione della querela; 3) errata valutazione di circostanze estranee all'imputazione ai fini del trattamento sanzionatorio; 4) omessa o apparente motivazione sul diniego della sospensione condizionale della pena.

La decisione

Il Collegio ha ritenuto il primo motivo fondato: la differenza di calendario tra udienze (15/10/2020 -> 25/03/2021) non era dovuta a impedimento della difesa ma all'adesione del PM onorario all'astensione, fatto non idoneo a sospendere la prescrizione. Applicando l'art. 129 c.p.p. e considerando la consumazione del reato (17/01/2017) e la sospensione limitata a 128 giorni (61 + 67), la prescrizione era maturata il 22/11/2024, antecedente alla sentenza d'appello del 29/11/2024. Di conseguenza la sentenza impugnata è annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione; gli altri motivi sono assorbiti. Sentenza a motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Regola i casi di sospensione della prescrizione: la Corte ha interpretato che l'adesione del magistrato onorario all'astensione non rientra nelle ipotesi di sospensione utili al computo dei termini prescrizionali.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Consente di dedurre in cassazione l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione maturata prima della sentenza impugnata; la Corte ne ha rilevato l'ammissibilità del motivo così proposto.

  • Sez. 5, n. 18101 del 22/02/2018 (Civita)

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui l'adesione del vice-procuratore onorario all'astensione dalle udienze non sospende il decorso della prescrizione, potendo il Procuratore adottare misure per garantire la partecipazione dell'ufficio al dibattimento.

  • Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015 (Ricci)

    Principio secondo cui è ammissibile il ricorso per cassazione che deduca l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione maturata prima della sentenza impugnata, anche con un unico motivo.

Massime di principio

  • L'adesione all'astensione dalle udienze da parte di un magistrato onorario non determina di per sé la sospensione dei termini di prescrizione: il computo resta valido salvo che sussistano cause di sospensione imputabili all'ufficio che impediscano la celebrazione del dibattimento.
  • Se la prescrizione del reato è maturata prima della pronuncia di merito e non è stata dichiarata dal giudice, il ricorso per cassazione può ottenerne l'accertamento e l'annullamento della sentenza senza rinvio.
  • Errori nel calcolo dei periodi di sospensione (es. attribuire efficacia sospensiva ad eventi che non la determinano) possono essere decisivi e assorbire altre questioni processuali e di merito.
  • Quando la declaratoria di estinzione per prescrizione è accolta, gli ulteriori motivi di gravame relativi alla responsabilità o alla quantificazione della pena restano assorbiti e non rilevanti ai fini della decisione.
  • La richiesta del Pubblico Ministero di annullamento per intervenuta prescrizione può essere accolta dalla Corte di Cassazione; l'orientamento giurisprudenziale consolidato guida il corretto computo dei termini prescrizionali.

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