Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24357/2022 del 23/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso ex art. 625-bis c.p.p. per presunto errore di fatto: il ricorrente deduceva violazione del principio del ne bis in idem sostenendo che una precedente condanna passata in giudicato riguardasse lo stesso fatto per l'intero periodo dal 2000 in poi; contesta la valutazione della Corte di appello (confermata dalla Cassazione) che ha ritenuto operante il giudicato solo per il periodo 21/10/2003 - 02/04/2004, mentre per gli anni precedenti (2000 - 20/10/2003) sarebbe esistita una fattispecie distinta.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che non si tratti di un errore di fatto percettivo ma di una valutazione giuridico-fattuale (errore di giudizio) esclusa dal rimedio ex art. 625-bis c.p.p.; ha confermato che il giudicato copriva solo il segmento temporale 21/10/2003 - 02/04/2004 e che prima di tale periodo si erano succedute e interconnesse due diverse organizzazioni (una "domestica" e una più estesa riconducibile al clan Mazzarella), sicché non sussiste identità del fatto per l'intero arco contestato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario previsto dall'art. 625-bis è limitato agli errori di fatto di natura percettiva; non è esperibile quando la questione riguarda valutazioni o apprezzamenti di fatto complessi (errori di giudizio), come nel caso in esame.

  • principio del ne bis in idem

    Il principio impedisce di essere nuovamente giudicati per lo stesso fatto materiale; la Corte ha ritenuto che non vi fosse identità del fatto per l'intero periodo contestato (diversi segmenti temporali e diverse organizzazioni, una "domestica" e una più estesa riferibile al clan Mazzarella), per cui il ne bis in idem non poteva essere invocato per l'intero arco temporale.

  • giurisprudenza di legittimità citata (Sez.U n.18651/2015, Sez.6 n.46065/2014)

    La giurisprudenza consolidata afferma che non rientrano nella tutela dell'art. 625-bis gli errori che dipendono da valutazioni giuridico-fattuali complesse; il Collegio ha applicato tale orientamento per escludere l'errore di fatto percettivo.

Massime di principio

  • Il rimedio di cui all'art. 625-bis c.p.p. è molto limitato: ammette solo errori di fatto percettivi evidenti; le controversie sulla valutazione o interpretazione dei fatti devono essere dedotte con altri mezzi processuali.
  • Per far valere il ne bis in idem è necessario dimostrare l'identità materiale e temporale del 'fatto' oggetto del precedente giudicato; differenze nel periodo temporale o nella struttura/organizzazione criminale possono interrompere l'identità del fatto.
  • Se una sentenza passata in giudicato copre un periodo temporale definito, condotte anteriori o posteriori a quel periodo non sono automaticamente ricomprese nel giudicato e possono essere giudicate separatamente.
  • Quando si contesta la copertura di un precedente giudicato, è essenziale fornire elementi probatori chiari e circostanziati che dimostrino la coincidenza fattuale, altrimenti la critica potrà essere qualificata come mero dissenso valutativo.
  • I ricorsi ritenuti manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (es. contributo alla Cassa delle Ammende).
  • Se l'obiettivo è ottenere la riconsiderazione del valore probatorio o una diversa ricostruzione dei fatti, il percorso corretto è generalmente il normale grado di impugnazione e non il ricorso straordinario per presunto errore di fatto.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.