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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22817/2024 del 13/08/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (straniero)

La controversia

La controversia nasce dalla convalida, da parte del Giudice di pace, del trattenimento disposto dal Questore nei confronti di uno straniero già destinatario di espulsione. Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di convalida deducendo, con due motivi, da un lato la violazione del diritto di difesa per mancato avviso al difensore di fiducia dell'udienza di convalida e per l'inadeguatezza della difesa del difensore sostituto; dall'altro la violazione della disciplina eurounitaria e nazionale in tema di trattenimento ed espulsione, lamentando la mancata traduzione del decreto, la motivazione apparente sulla necessità e urgenza del trattenimento, e soprattutto l'omesso esame dei suoi vincoli familiari, allegati come ostativi all'espulsione, con conseguente mancanza di verifica della regolarità della procedura espulsiva e della concreta espellibilità del soggetto.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo, affermando che, nella procedura di convalida del trattenimento, è sufficiente la presenza di un difensore tempestivamente avvisato, non essendo necessario l'avviso al difensore di fiducia se nominato dopo la fissazione dell'udienza. Ha invece accolto il secondo motivo, rilevando che il giudice della convalida deve verificare incidentalmente la manifesta illegittimità del provvedimento espulsivo anche sotto il profilo della eventuale inespellibilità dello straniero. Nel caso concreto, il decreto di convalida era motivato in modo apodittico e non prendeva in considerazione la dedotta esistenza di legami familiari. La Corte ha quindi cassato il provvedimento impugnato e, non occorrendo ulteriori accertamenti, ha deciso nel merito annullando il decreto di convalida del trattenimento. Ha inoltre condannato il Ministero dell'Interno alle spese di entrambi i gradi di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 13 d.lgs. 286/1998

    richiamato quale base normativa del potere espulsivo e del controllo sul trattenimento connesso all'espulsione

  • art. 14 d.lgs. 286/1998

    interpretato in senso costituzionalmente orientato: la convalida del trattenimento richiede la presenza di un difensore tempestivamente avvisato e impone al giudice di verificare incidentalmente la manifesta illegittimità del provvedimento espulsivo

  • art. 5, comma 1, CEDU

    richiamato per affermare che la detenzione a fini di espulsione è ammessa solo se la procedura è regolare

  • art. 3 Cost.

    invocato dal ricorrente a sostegno delle censure sul diritto di difesa e sulla ragionevolezza del provvedimento

  • art. 24 Cost.

    invocato dal ricorrente a tutela del diritto di difesa

  • art. 111 Cost.

    invocato dal ricorrente a tutela del giusto processo

  • artt. 6 e 13 CEDU

    invocati dal ricorrente in relazione alle garanzie procedurali e al controllo giurisdizionale

  • artt. 47 e 48 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    invocati dal ricorrente a tutela del diritto a un ricorso effettivo e dei diritti della difesa

  • direttiva 2008/115/CE, art. 14

    richiamata dal ricorrente in tema di rimpatrio e trattenimento dello straniero

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida del trattenimento dello straniero è sufficiente la partecipazione di un difensore tempestivamente avvisato, non essendo necessario l'avviso al difensore di fiducia se questi sia stato nominato solo dopo la fissazione dell'udienza.
  • Il giudice chiamato a convalidare il trattenimento deve verificare incidentalmente la manifesta illegittimità del provvedimento espulsivo presupposto, anche quando tale illegittimità si traduca nella inespellibilità dello straniero.
  • La motivazione del provvedimento di convalida non può essere meramente apodittica: deve confrontarsi con le allegazioni difensive rilevanti, come l'esistenza di legami familiari idonei a incidere sulla legittimità dell'espulsione e del trattenimento.
  • La regolarità della procedura di espulsione costituisce condizione essenziale per la legittimità della detenzione a fini di allontanamento, in coerenza con l'art. 5 CEDU.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizione internazionale
RamiProcesso civileInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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