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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31582/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza di rinvio della Corte di appello che aveva rideterminato la pena complessiva; dedotte due censure: 1) errore di calcolo nella sommatoria delle pene e nella determinazione della pena complessiva (incidenza anche sulla riduzione per il rito abbreviato); 2) violazione di legge e vizio di motivazione nella commisurazione della pena per non avere adeguatamente valorizzato la condotta collaborativa del ricorrente e per sproporzione tra pena e gravità dei fatti.

La decisione

Il ricorso è stato parzialmente accolto. La Corte di legittimità ha rilevato un errore aritmetico nel calcolo degli aumenti per continuazione: la sommatoria corretta avrebbe dato anni 18 e mesi 4, non anni 18 e mesi 6; dopo applicazione della riduzione per il rito abbreviato la pena è stata rideterminata in anni 12, mesi 2 e giorni 20 di reclusione ed €5.000,00 di multa. La sentenza impugnata è annullata senza rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio; il resto del ricorso è dichiarato inammissibile o rigettato (in particolare la doglianza sulla motivazione relativa ai criteri di commisurazione della pena è stata ritenuta infondata).

Norme richiamate

  • art. 133 cod. pen.

    La Corte ha applicato i criteri di commisurazione della pena previsti dall'art.133 c.p., valorizzando modalità della condotta, gravità dei fatti e caratura criminale del reo come elementi determinanti per la determinazione della pena

  • istituto della continuazione (aumenti per la continuazione)

    La Corte ha computato aumenti a titolo di continuazione per i reati unificati, richiedendo l'individuazione del reato più grave e la corretta sommatoria degli aumenti; un errore aritmetico in tale computo è stato corretto dalla Cassazione

  • rito abbreviato (riduzione di pena)

    La riduzione di pena spettante per il rito abbreviato va applicata dopo la corretta determinazione della pena complessiva e incide sul calcolo finale della pena detentiva

Massime di principio

  • Errori aritmetici nel calcolo della pena complessiva possono essere rilevati e corretti dalla Corte di legittimità anche con annullamento senza rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio
  • Il giudice che valuta la continuazione deve individuare chiaramente il reato più grave e motivare la quantificazione degli aumenti per continuazione; la mancata o errata somma degli importi è censurabile
  • I criteri dell'art.133 c.p. (modalità della condotta, gravità, personalità del reo, ecc.) devono essere esplicitamente considerati e motivati; una motivazione che li enuncia e li valorizza in modo coerente è difficilmente censurabile in Cassazione
  • La riduzione per il rito abbreviato si applica alla pena complessivamente determinata e può modificare l'entità della pena dopo la correzione di eventuali errori nel calcolo
  • Le doglianze su mancata valorizzazione di collaborazione o circostanze attenuanti richiedono che il ricorrente dimostri concretamente l'apporto o l'effetto attenuante; la semplice affermazione non è sufficiente se il giudice ha motivato la valutazione

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