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Cassazione Penale, Ordinanza n. 17579/2025 del 09/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha conseguentemente condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari del 16/04/2024. L'unica censura dedotta riguardava l'applicazione della recidiva contestata, ma la doglianza è stata ritenuta inammissibile perché introduceva per la prima volta in sede di legittimità una questione di merito non devoluta con l'atto di appello. La Corte ha quindi rilevato che il tema non poteva essere esaminato per difetto di previa devoluzione al giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso conseguono la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile in cassazione il motivo di ricorso che deduca per la prima volta una questione di merito non previamente devoluta al giudice dell'impugnazione di merito.
  • La censura sulla recidiva, quando non sia stata proposta con l'atto di appello, non può essere esaminata per la prima volta nel giudizio di legittimità.
  • Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso seguono le statuizioni economiche previste dall'art. 616 c.p.p., compresa la condanna alle spese e alla somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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