Cassazione Penale, Sentenza n. 43686/2024 del 28/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per detenzione e spendita di banconote false (art. 455 c.p.), sostenendo di aver ricevuto e speso le banconote in buona fede. Ha dedotto l'assenza degli indici che rivelano la consapevolezza della falsità (es. uso in esercizi conosciuti, acquisti non incongrui rispetto al taglio, cambio di una banconota per carburante, necessità di perizia sulla banconota rinvenuta in casa), e ha chiesto che il fatto fosse qualificato, se del caso, come reato di cui all'art. 457 c.p. (consapevolezza sopravvenuta).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui la differenza tra art. 455 e art. 457 c.p. è temporale: l'art. 455 richiede la consapevolezza della falsità al momento della ricezione, mentre l'art. 457 concerne la scienza sopravvenuta. La Corte ha ritenuto che la consapevolezza potesse essere desunta da elementi concreti: pluralità di banconote contraffatte, identità del numero di serie usato in due diversi esercizi commerciali e rinvenimento di altra banconota falsa in casa, nonché dall'assenza di qualsiasi spiegazione sulla provenienza del denaro. Ha quindi confermato la qualificazione ai sensi dell'art. 455 c.p., ricordando inoltre che per la spendita non è richiesto dolo specifico. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Reato di detenzione e messa in circolazione (compresa la spendita) di monete contraffatte: richiede che la consapevolezza della falsità sussista al momento della ricezione. Tale consapevolezza può essere desunta da circostanze concrete (pluralità di banconote false, identità dei numeri di serie, mancanza di giustificazione sulla provenienza, rinvenimento di altre banconote false).
Norma relativa alla spendita di monete false quando la consapevolezza della falsità è sopravvenuta dopo la ricezione; si distingue dall'art. 455 per il momento in cui nasce la conoscenza della falsità.
giurisprudenza di legittimità (Sez. 5, varie pronunce)
es. Sez. 5, n. 11489 del 24/04/1990; Sez. 5, n. 40994 del 19/05/2014; Sez. 5, n. 38599 del 10/07/2009
I precedenti di legittimità confermano i criteri applicativi: la consapevolezza può essere ricavata da elementi obiettivi e dalla condotta complessiva; per la spendita non è richiesto dolo specifico; la pluralità delle banconote e l'assenza di spiegazioni sulla provenienza rafforzano l'ipotesi di conoscenza della falsità.
Massime di principio
- La distinzione tra art. 455 e art. 457 c.p. si basa sul momento della conoscenza della falsità: al ricevimento (455) o successivamente (457).
- La consapevolezza della falsità può essere desunta da indici concreti: pluralità di banconote contraffatte, uso di medesimi numeri di serie in luoghi diversi, rinvenimento di altre banconote false, e assenza di una spiegazione credibile sulla provenienza.
- Per la condotta di spendita non è necessario il dolo specifico richiesto invece per alcune condotte connesse (es. importazione/acquisto/detenzione finalizzati alla messa in circolazione); basta la consapevolezza della falsità.
- La semplice circostanza di avere speso banconote in esercizi conosciuti o di aver operato acquisti apparentemente congrui non è di per sé sufficiente a provare la buona fede se sussistono altri indizi contrari.
- La richiesta o l'esecuzione di una perizia sulla genuinità della banconota può essere utile, ma non esclude automaticamente il riconoscimento della conoscenza della falsità se permangono altri elementi sintomatici.
- In situazioni simili, il soggetto che riceve banconote di cui non è sicuro dovrebbe documentare la provenienza, segnalare tempestivamente l'anomalia alle autorità e conservare eventuali ricevute o prove che possano giustificare la buona fede.
- In assenza di spiegazioni plausibili sulla provenienza delle banconote, l'onere probatorio a difesa è elevato: la strategia difensiva deve mirare a fornire elementi obiettivi che escludano la conoscenza al momento del ricevimento.
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