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Cassazione Penale, Ordinanza n. 23197/2026 del 23/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (magistrato di sorveglianza)

La controversia

Il detenuto aveva chiesto un permesso ex art. 30 ord. pen. per partecipare alla cerimonia funebre del suocero. Il magistrato di sorveglianza aveva respinto l'istanza e il tribunale di sorveglianza aveva poi rigettato il reclamo. In cassazione la difesa ha proposto due motivi: con il primo ha denunciato l'inosservanza dell'art. 30 ord. pen. e il vizio di motivazione, sostenendo che si trattava di coniugi separati ma ancora legati da un rapporto duraturo, che il detenuto intratteneva colloqui in carcere con moglie e suocera, e che i giudici avevano trascurato rapporti familiari ormai riequilibrati e normalizzati; con il secondo ha dedotto illogicità della motivazione, perché il diniego si fondava sul rischio che il permesso potesse provocare ulteriore dolore alla persona offesa dei reati per cui il ricorrente stava espiando la pena, ossia violenza sessuale aggravata e maltrattamenti, mentre la partecipazione a un funerale sarebbe un diritto non subordinabile al consenso o alla presenza di altri parenti.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che entrambe le doglianze riproponessero censure già esaminate e disattese con argomenti corretti dal giudice di merito, senza una specifica critica alle ragioni poste a base dell'ordinanza impugnata. Ha inoltre osservato che la motivazione del provvedimento era immune da manifesta illogicità, poiché valorizzava il fatto che la moglie separata del detenuto era persona offesa dei reati di violenza sessuale e maltrattamenti per cui egli era ristretto e che la partecipazione alla cerimonia, in presenza della persona offesa e dei suoi congiunti, avrebbe potuto generare tensione e dolore aggiuntivo non solo per la persona offesa ma anche per i suoi stretti familiari. Conseguentemente, oltre alla condanna alle spese processuali, è stata applicata la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende con oscuramento dei dati sensibili.

Norme richiamate

  • art. 30 ord. pen.

    Il permesso per partecipare a eventi familiari, come un funerale, può essere negato quando, secondo una valutazione non illogica del giudice di sorveglianza, la sua concessione possa determinare tensioni o ulteriore sofferenza per la persona offesa e i congiunti.

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    In caso di diffusione del provvedimento devono essere omessi generalità e altri dati identificativi per ragioni di tutela dei dati sensibili.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità contro provvedimenti della sorveglianza, il ricorso è inammissibile quando si limita a riproporre censure già esaminate dal giudice di merito senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione dell'ordinanza impugnata.
  • Il diniego del permesso ex art. 30 ord. pen. è legittimo se la decisione è sorretta da una valutazione non manifestamente illogica del rischio che la presenza del detenuto a una cerimonia familiare provochi tensioni o dolore aggiuntivo alla persona offesa e ai suoi congiunti.
  • In sede di legittimità non è sufficiente contrapporre una diversa lettura dei rapporti familiari o invocare in astratto un diritto alla partecipazione al funerale, se il provvedimento impugnato contiene una motivazione puntuale fondata su elementi concreti e rilevanti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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