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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20790/2022 del 27/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere applicata a Roberto Fiore per i reati di concorso in devastazione e saccheggio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e istigazione a delinquere connessi alla manifestazione contro il green pass del 9 ottobre 2021. Il ricorrente deduceva vizio di violazione di legge e difetto di motivazione, sostenendo di non aver partecipato alla devastazione della sede della CGIL, di essersi coordinato con le Forze dell'ordine per la gestione della protesta e di aver anzi richiamato i manifestanti fuori dai locali per evitare ulteriori violenze; inoltre ha rilevato che il precedente penale degli anni ottanta era seguito da riabilitazione nel 2003, circostanza che osterebbe a un giudizio di concreta pericolosita di reiterazione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per rinuncia validamente proposta dal difensore con procura speciale sottoscritta dal ricorrente per la rinuncia al ricorso per cassazione. Conseguentemente la decisione impugnata è passata immediatamente in giudicato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria pari a euro 500 a favore della Cassa delle ammende; la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di legge (art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.).

Norme richiamate

  • Sezioni Unite, sentenza n. 12602 del 17 dicembre 2015, Rv. n. 266821

    La rinuncia al ricorso per cessazione validamente proposto, in quanto esercizio di un diritto potestativo dell'avente diritto, determina l'immediata estinzione del rapporto processuale, cui consegue l'immediato passaggio in giudicato della sentenza all'atto della dichiarazione di inammissibilita dell'impugnazione

    La Corte applica il principio che una rinuncia valida all'impugnazione provoca l'estinzione del rapporto processuale e l'immediata definitività della decisione impugnata, rendendo inammissibile il ricorso.

  • Art. 94, comma 1-ter, disposizioni attuative del codice di procedura penale

    Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria relativi all'esecuzione delle condanne alle spese e all'irrogazione delle sanzioni pecuniarie; qui utilizzata per disporre gli adempimenti conseguenti alla dichiarazione di inammissibilita e alla condanna alle spese e alla somma dovuta.

Massime di principio

  • La rinuncia valida all'impugnazione da parte del difensore munito di procura speciale comporta di regola l'inammissibilita del ricorso e il passaggio immediato in giudicato della decisione impugnata; in casi simili valutare attentamente la volonta del ricorrente e la regolarita formale della procura prima di procedere alla rinuncia.
  • Le decisioni cautelari possono essere confermate quando il giudice del riesame riconosce un ruolo di leadership nell'organizzazione o nella gestione di manifestazioni violente: il ruolo pubblico di guida e gli atti di incitamento possono essere valutati come indici di pericolosita di reiterazione.
  • La riabilitazione di una condanna anteriore non impedisce automaticamente che il giudice consideri precedenti penali nel valutare il pericolo di reiterazione; tuttavia la riabilitazione costituisce un elemento a favore del ricorrente e va esplicitamente valutata nella motivazione.
  • Se il ricorrente sostiene di aver agito per evitare le violenze o in raccordo con le Forze dell'ordine, è necessario allegare e documentare tali comportamenti (contatti con le forze dell'ordine, testimonianze, registrazioni) per contrastare la ricostruzione accusatoria basata su ruolo di comando e incitazione.
  • Le conseguenze processuali della rinuncia possono includere oltre all'inammissibilita anche condanna alle spese e sanzioni pecuniarie; tale rischio va valutato prima di formalizzare la rinuncia, specialmente in gradi di giudizio superiori.

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