Sentenza n. 7719/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento - del provvedimento direttore generale dell'area sanità e sociale - Regione Friuli Venezia Giulia, ignoti data ed estremi di cui si suppone l'esistenza solo attraverso la notifica alla ricorrente dell'avviso Pago P.A. della Giunta Regionale – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia notificato alla ricorrente in data 28.12.2022 avente ad oggetto: “payback disp. medici 2015- 2018 art.9ter c.9bis DL 78/2015 - ripiano del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici anni 2015, 2016, 2017 e 2018 ex art. 9 ter c. 9 bis del DL 78/2015” della somma di Euro 87.799,46”; nonché per quanto occorrer possa, in parte qua - del D.M. della Salute del 6 luglio 2022, in G.U. del 15 settembre 2022, serie generale n. 216, avente ad oggetto la certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018; - del D.M. della Salute del 6 ottobre 2022, in G.U. del 26 ottobre 2022, serie generale n. 251, recante la “adozione delle linee guida propedeutiche all'emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018”; - delle Circolari MEF – MDS, prot. n. 1341 del 19 febbraio 2016, prot. n. 3251 del 21 aprile 2016, prot. n. 21179 dell'8 febbraio 2019, prot. n. 22413 del 29 luglio 2019 prot. n. 7435 del 17 marzo 2020; - degli Accordi Stato-Regioni del 7 novembre 2019, Atto. Rep. N. 181-182 criteri di definizione del tetto di spesa regionale per l'acquisto dei dispositivi medici e modalità di ripiano per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018 – 2019 nonché sugli schemi dei DM attuativi; - dell'Intesa della Conferenza delle Regioni e le Province autonome n. prot. 6546/C7SAN del 27 settembre 2022 – tetti dispositivi medici 2015-2018 e Rep. atti n. 213/CSR del 28 settembre 2022 - del DM della Salute del 15 giugno 2012 e 24 maggio 2019; - di tutti gli altri atti preparatori, presupposti, conseguenti e comunque connessi ed in particolare l'avviso “pago P.A.” inviato a mezzo PEC alla ricorrente in data 28.12.2022 avente ad oggetto la richiesta di pagamento della quota di ripiano indicata nel citato elenco;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti statali e regionali relativi al payback dei dispositivi medici per il superamento del tetto di spesa negli anni 2015-2018, inclusa la richiesta di pagamento di euro 87.799,46
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente aveva impugnato il decreto del Ministro della Salute del 6 luglio 2022, adottato di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, relativo alla certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici per gli anni 2015-2018, il decreto del Ministro della Salute del 6 ottobre 2022 sulle linee guida per l'adozione dei provvedimenti regionali e provinciali di ripiano, nonché gli ulteriori atti presupposti e applicativi, tra cui la richiesta di pagamento notificata dalla Regione Friuli-Venezia Giulia per euro 87.799,46. Dal testo non risultano esposti i singoli motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito sulla base della successiva dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
La ricorrente, con dichiarazione depositata il 21 aprile 2026, ha dichiarato di non avere più interesse a coltivare il giudizio, avendo aderito al regime premiale previsto dall'art. 7, comma 1, d.l. 95/2025, convertito con modificazioni dalla l. 118/2025. Il TAR ha ritenuto che, in presenza di un'espressa dichiarazione di non interesse e in assenza di repliche o richieste contrarie delle altre parti, il principio dispositivo in senso ampio impedisca al giudice di decidere il merito d'ufficio o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Ha pertanto dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare la legittimità degli atti impugnati. Le spese sono state compensate tra tutte le parti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
Richiamato dal giudice nel definire il giudizio con pronuncia di improcedibilità.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 7, comma 1, d.l. 95/2025, convertito con modificazioni dalla l. 118/2025
Indicato quale fondamento del regime premiale cui la ricorrente ha aderito, determinando la sopravvenuta perdita di interesse alla prosecuzione del giudizio.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima della decisione, di non avere più interesse alla pronuncia e non risultano contestazioni o richieste contrarie delle altre parti, il giudice amministrativo deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Il principio dispositivo in senso ampio attribuisce al ricorrente la disponibilità dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; il giudice non può procedere d'ufficio all'esame del merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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