Cassazione Penale, Sentenza n. 32468/2022 del 05/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato il reclamo sul ritardo nella consegna di un pacco contenente anche generi alimentari. Denunciava che la consegna era avvenuta solo dopo il parere della Direzione distrettuale antimafia, rilasciato circa tre mesi dopo la ricezione del pacco, e che tale ritardo avrebbe causato il deperimento degli alimenti, violando i suoi diritti.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il ritardo non fosse imputabile alla direzione dell'istituto, che aveva applicato la normativa che richiede il parere della Direzione distrettuale antimafia, e che il pacco fosse comunque stato consegnato, con conseguente mancanza di interesse alla pronuncia. Il ricorso veniva quindi dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Usato dalla Corte per statuire la conseguenza processuale dell'inammissibilità del ricorso e per giustificare la condanna alle spese processuali e alla somma a favore della Cassa delle ammende.
Normativa che richiede il parere della Direzione distrettuale antimafia
La Corte ha ritenuto che l'istituto aveva applicato correttamente la normativa che impone il parere antimafia, sicché il ritardo nella consegna del pacco non era imputabile all'amministrazione penitenziaria.
Corte Cost., sentenza n. 186 del 2000
Corte Cost., sentenza n. 186 del 2000
Richiamata in relazione al criterio per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità: in mancanza di elementi che escludano la colpa, la Corte ha ritenuto dovuta la condanna alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Se il ritardo nella consegna di pacchi dipende dall'applicazione di una procedura prevista dalla legge (es. richiesta di parere antimafia), il ritardo non è generalmente imputabile all'amministrazione dell'istituto.
- Quando l'oggetto della contestazione è stato comunque consegnato, il giudice può ritenere il ricorso privo di interesse e dichiararne l'inammissibilità.
- Il ricorso per cassazione deve confrontarsi direttamente e specificamente con la motivazione resa dal giudice di merito; semplici affermazioni non supportate non sono sufficienti.
- Le doglianze dirette contro la normativa generale (anziché contro un comportamento specifico dell'amministrazione) non sono idonee, di per sé, ad ottenere l'annullamento di un provvedimento amministrativo se non è dimostrata una violazione concreta.
- Ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e alla Cassa delle ammende se non ci sono elementi che escludano la colpa nella determinazione dell'inammissibilità.
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