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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31923/2022 del 30/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 19/11/2021 che rigettava l'istanza di riesame proposta per ottenere la notifica, previa sospensione e revoca dell'ingiunzione a demolire, dell'estratto contumaciale della sentenza di condanna n. 15846/12 del Tribunale di Napoli - sezione distaccata di Pozzuoli (27/11/2012). Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 548, comma 3, c.p.p., sostenendo che la notificazione della ingiunzione di demolire con allegazione della sentenza integrale (effettuata a mani della moglie e non al domicilio eletto) non poteva sostituire la notifica dell'avviso di deposito con estratto della sentenza e che quindi andava disposta nuovamente la notifica dell'estratto e la sospensione/revoca dell'ingiunzione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che, diversamente dai casi in cui venga notificato un atto "equipollente" non idoneo a mettere l'interessato in condizione di conoscere la sentenza (es. ordine di esecuzione), nel caso concreto la notifica della sentenza integrale ha effettivamente posto il ricorrente in grado di conoscere la pronuncia e quindi di proporre tempestiva impugnazione. Per tali ragioni non sussisteva la necessità di rinnovare la notifica dell'estratto contumaciale e l'istanza di sospensione/revoca dell'ingiunzione a demolire era stata legittimamente respinta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 548 cod. proc. pen.

    L'avviso di deposito con l'estratto della sentenza ha la funzione di garantire la conoscenza della sentenza; tuttavia se il destinatario ha effettivamente ricevuto la sentenza integrale, questa conoscenza si considera già acquisita e non è necessario rinnovare la notifica dell'estratto

  • art. 585 cod. proc. pen.

    Riferimento alla disciplina dei termini per proporre impugnazione: pur trattandosi di termini definiti, la Corte ha ritenuto che l'effettiva conoscenza della sentenza mediante notificazione integrale fa decorrere il termine in modo certo

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per l'addebitamento delle spese processuali al ricorrente in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • La notifica della sentenza integrale al destinatario costituisce prova di conoscenza della pronuncia e può sostituire la funzione pratica dell'avviso di deposito con estratto ai fini della decorrenza dei termini di impugnazione
  • Gli atti "equipollenti" all'avviso con estratto (per esempio l'ordine di esecuzione) non sono sempre idonei a garantire la conoscenza della motivazione della sentenza; occorre valutare se l'atto notificato effettivamente mette l'interessato in condizione di conoscere la sentenza
  • Se si contesta di non aver avuto conoscenza della sentenza nonostante una presunta notificazione, è necessario fornire prove della mancata ricezione o dell'irregolarità della notifica (es. elezione di domicilio non rispettata) per ottenere la rinnovazione della notifica e la sospensione degli effetti esecutivi
  • La Corte distingue tra casi in cui la notifica mette effettivamente l'imputato in condizione di conoscere la sentenza (anche tramite copia integrale) e casi in cui l'atto notificato è formalmente diverso ma non informativo quanto l'estratto; la prima situazione non giustifica un nuovo dies a quo per l'impugnazione

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