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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10557/2025 del 17/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Torino lamentando, come unico motivo, il difetto di motivazione in ordine all'applicazione della circostanza aggravante della recidiva reiterata di cui all'art. 99, comma quarto, c.p. In particolare, ha sostenuto che il giudice non avrebbe potuto affermare il carattere reiterato della recidiva in assenza di una previa dichiarazione di recidiva semplice.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondato il motivo di ricorso, richiamando il principio secondo cui, quando nel giudizio di cognizione sia contestata la recidiva reiterata, la sua applicazione è possibile se, al momento della consumazione del reato, l'imputato risulti gravato da più sentenze definitive per reati precedentemente commessi ed espressivi di una maggiore pericolosità sociale, purché ciò sia oggetto di specifica e adeguata motivazione, senza necessità di una previa dichiarazione di recidiva semplice. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 99, comma 4, c.p.

    La recidiva reiterata può essere applicata nel giudizio di cognizione se l'imputato, al momento del reato, risulta gravato da più sentenze definitive per reati precedenti espressivi di maggiore pericolosità sociale, purché il giudice dia adeguata motivazione; non è necessaria una previa dichiarazione di recidiva semplice.

  • Sez. U, n. 32318 del 30/03/2023, Sabbatini, Rv. 284878 - 01

    Viene richiamata come precedente nomofilattico a sostegno del principio sulla non necessità di una previa dichiarazione di recidiva semplice per l'applicazione della recidiva reiterata contestata nel giudizio di cognizione.

Massime di principio

  • In tema di recidiva reiterata contestata nel giudizio di cognizione, l'applicazione della circostanza è legittima quando, al momento della consumazione del reato, l'imputato risulti già gravato da più condanne definitive per reati precedenti, purché il giudice motivi specificamente sulla maggiore pericolosità sociale desumibile dai precedenti.
  • Per applicare la recidiva reiterata non è necessaria una previa declaratoria di recidiva semplice: ciò che rileva è la sussistenza dei precedenti definitivi e la loro valutazione motivata ai fini della circostanza.
  • Un ricorso che contesti solo l'asserita necessità di una previa recidiva semplice, a fronte di una motivazione conforme al principio nomofilattico delle Sezioni Unite, è manifestamente infondato e può essere dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiRecidiva

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