Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08347/2026 del 03/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 18/02/2025 che, in sede di rinvio, aveva riconosciuto il vincolo della continuazione tra reati giudicati con cinque sentenze definitive e rideterminato la pena complessiva. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione: la Corte territoriale non si sarebbe attenuta ai criteri indicati dalla sentenza rescindente, non avrebbe indicato i criteri dosimetrici applicati, avrebbe applicato aumenti di pena sproporzionati e non proporzionati alla concreta gravità dei reati posti in continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per la parte principale, ritenendo in gran parte adeguata la motivazione della Corte d'appello e confermando la rideterminazione della pena in relazione a molti capi (tra cui la motivazione relativa alla ricettazione di armi aggravata dalla finalità mafiosa e dal contesto dell'aeroporto). Tuttavia ha ritenuto insufficiente la motivazione con riferimento al capo YYYY) (estorsione tentata, sentenza "Araba Fenice"), per il quale l'aumento di pena di tre anni (già ridotto per il rito) non è stato adeguatamente giustificato rispetto alla pena inflitta per altro capo (estorsione consumata, capo D2) della sentenza "Minghetti"). Per questo motivo la Corte ha annullato limitatamente alla determinazione della pena per il capo YYYY) e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria per nuovo giudizio su quel punto; ha respinto il ricorso per il resto.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati riuniti in continuazione, individuare il reato più grave determinando la pena base per esso e poi applicare aumenti distinti per ciascun reato satellite, rispettando i limiti già fissati dal giudice della cognizione.

  • art. 133 cod. pen.

    I criteri di individualizzazione della pena (gravità del fatto, colpevolezza, finalità, ecc.) possono essere richiamati dal giudice dell'esecuzione per motivare, anche sinteticamente, gli aumenti di pena quando questi siano contenuti.

  • art. 132 cod. pen.

    Attribuisce al giudice un potere discrezionale nella determinazione della pena; la Corte richiede che tale discrezionalità sia esercitata con motivazione adeguata, specialmente quando gli aumenti si discostano dal minimo edittale.

  • art. 27 Cost.

    Richiama la funzione rieducativa della pena quale parametro da considerare nella determinazione e motivazione del trattamento sanzionatorio.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione che ridetermina la pena per continuazione deve prima scorporare i reati, individuare il più grave e poi applicare aumenti distinti per i reati satellite, senza eccedere gli aumenti già determinati dal giudice della cognizione.
  • Quando gli aumenti di pena sono contenuti, la motivazione può essere più sintetica e limitarsi al richiamo alla gravità dei fatti o ai criteri dell'art. 133 cod. pen.; quando gli aumenti sono rilevanti, è necessario un impegno motivazionale più intenso, con specifica indicazione delle ragioni del rapporto di proporzione tra le pene.
  • L'aggravante contestuale (es. finalità mafiosa, contesto particolarmente pericoloso come il ritrovamento di armi in un aeroporto durante una visita del Presidente della Repubblica) può giustificare aumenti di pena superiori rispetto ad altri reati processualmente collegati, purché specificamente motivata.
  • Il rispetto del rapporto di proporzione tra le pene inflitte per i vari capi è obbligatorio: aumenti elevati rispetto ad altri capi analoghi richiedono una motivazione esplicita per evitare l'annullamento e il rinvio.
  • La Corte di Cassazione può annullare parzialmente un'ordinanza di rideterminazione della pena e rinviare ad altra sezione del giudice dell'esecuzione quando rileva insufficiente motivazione soltanto su singoli capi, confermando il resto dell'operato giudiziale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.