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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3440/2023 del 26/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per vizio di motivazione e violazione di legge con riguardo al diniego, in appello, delle circostanze attenuanti generiche. Il ricorrente aveva contestato la mancata concessione delle attenuanti nonostante l'incensuratezza e il modesto aggravamento del dissesto quantificato in euro 26.395,93; la Corte d'appello si era limitata a definire "debole" l'argomento difensivo senza spiegare oggettivamente perché e senza indicare dati che rendessero recessivo il rilievo sull'aggravamento modesto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia. La decisione di merito relativa alla responsabilità e alle altre statuizioni non è stata annullata; il vizio riguarda esclusivamente la carenza motivazionale sulla negazione delle attenuanti generiche.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il diniego di circostanze attenuanti generiche deve essere sorretto da una motivazione esplicita e verificabile: termini vaghi o qualificazioni prive di argomentazione concreta non soddisfano l'obbligo motivazionale.
  • Se il giudice di primo grado quantifica un aggravamento del danno/dissesto come modesto, la corte d'appello che neghi le attenuanti deve indicare dati "forti" o ragioni concrete che rendano recessivo tale elemento.
  • La Cassazione interviene quando il vizio è di motivazione e può annullare con rinvio limitatamente alla questione carente, lasciando ferme le restanti statuizioni se non viziati.
  • In sede di rinvio la corte dovrà riesaminare specificamente la concessione o meno delle attenuanti e fornire motivazione puntuale; in mancanza seguirà ulteriore censura in Cassazione.
  • Strategia difensiva: documentare e quantificare chiaramente l'entità dell'aggravamento (o l'assenza di esso) e sottolineare l'incensuratezza e altri elementi di personalità, chiedendo espressa valutazione comparata da parte del giudice d'appello.

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