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Ordinanza

Ordinanza n. 159/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600322

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare, ritenendo insussistente principalmente il fumus boni iuris. La mancanza di prova dei pagamenti contributivi impedisce, allo stato degli atti, di ritenere dimostrato il presupposto oggettivo dell’effettiva attività lavorativa idonea alla conversione richiesta. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.

TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dello Sportello Unico per l’immigrazione di Vibo Valentia della pratica relativa alla conversione richiesta

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del 29 gennaio 2026 con cui la Prefettura di Vibo Valentia ha rigettato la pratica identificata dal codice P-VV/L-N/2025/100812, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il giudice ha esaminato la domanda cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a. e ha rilevato, sotto il profilo del fumus boni iuris, l’assenza di prova dell’effettiva prestazione di un’attività lavorativa idonea alla conversione richiesta. In particolare, non risultavano comprovati i pagamenti contributivi, circostanza ritenuta coerentemente valorizzata dall’amministrazione anche con riferimento al corretto codice fiscale dello straniero.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare richiede la sussistenza dei relativi presupposti, tra i quali il fumus boni iuris; la domanda è stata respinta per la prevalente mancanza di tale requisito.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la domanda di sospensione di un diniego amministrativo può essere respinta quando, allo stato degli atti, non sia provato il presupposto fattuale necessario per ottenere il beneficio o la conversione richiesta.
  • La prova dell’effettiva prestazione dell’attività lavorativa idonea alla conversione può richiedere la documentazione dei relativi adempimenti contributivi; la loro assenza può escludere il fumus boni iuris.
  • Il giudizio cautelare deve verificare in via incidentale la plausibile fondatezza della pretesa, anche alla luce degli elementi documentali valorizzati dall’amministrazione nel provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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