Cassazione Penale, Sentenza n. 42560/2022 del 09/11/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il detenuto DE LUCA BOSSA ha contestato il divieto di acquisto e detenzione di compact disk musicali e dei relativi lettori (compact disk driver) imposto in regime di 41-bis, lamentando la lesione di un diritto soggettivo e una ingiustificata disparità di trattamento. Il Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva rigettato il proprio reclamo, denunciando violazione di legge in relazione agli artt. 40 DPR 230/2000, 41-bis e 87 ord. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero (ha ritenuto il ricorso fondato), annullando l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Sassari per nuovo giudizio. La Corte ha richiamato il principio secondo cui l'amministrazione penitenziaria può legittimamente negare l'ingresso di "compact disk" musicali e dei relativi lettori nel regime 41-bis quando l'uso di tali dispositivi richieda interventi o oneri organizzativi e di sicurezza tali da non poter essere assicurati (incidenza sull'organizzazione della vita dell'istituto, impiego di risorse umane e materiali). Il Tribunale dovrà quindi verificare, in nuovo giudizio, se l'autorizzazione all'uso comporterebbe inesigibili adempimenti per l'Amministrazione.
Norme richiamate
art. 41-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)
La Corte interpreta la disciplina del regime 41-bis come compatibile con limitazioni sull'introduzione di oggetti (es. CD e lettori) quando l'uso comporti rischi o oneri organizzativi e di sicurezza non sostenibili dall'Amministrazione; pertanto l'amministrazione può negare l'autorizzazione per ragioni di sicurezza e ordine del carcere
art. 35-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354
Richiamata in relazione al reclamo proposto dal detenuto; la Corte richiede che il Tribunale valuti concretamente l'impatto organizzativo e di sicurezza prima di riconoscere il diritto del detenuto all'uso dei supporti
Citato dal ricorrente come norma regolamentare in materia di disciplina dell'istituto penitenziario; la Corte considera rilevante la disciplina regolamentare nel valutare gli obblighi organizzativi dell'Amministrazione ma conferma la prevalenza della valutazione di necessità e proporzionalità
art. 87, ordinamento penitenziario
Richiamato nel ricorso; la Corte lo considera nel contesto delle misure di sicurezza e delle attribuzioni dell'Amministrazione, ma pone l'accento sulla valutazione concreta dell'onere organizzativo per giustificare il diniego
Massime di principio
- In regime 41-bis l'Amministrazione penitenziaria ha ampia discrezionalità a negare l'ingresso di dispositivi e supporti (es. CD e lettori) se la loro introduzione comporta rischi per la sicurezza o oneri organizzativi non sostenibili
- Il Tribunale di Sorveglianza, prima di riconoscere un diritto del detenuto all'uso di tali supporti, deve accertare concretamente se l'autorizzazione imponga interventi o adempimenti inesigibili per l'Amministrazione (valutazione di fatto su risorse e sicurezza)
- La giurisprudenza di legittimità consente il diniego quando sussiste un'incidenza sull'organizzazione della vita dell'istituto in termini di impiego di risorse umane e materiali necessarie alla messa in sicurezza dei dispositivi
- Nei contenziosi simili è necessario documentare (da parte dell'Amministrazione) le ragioni tecniche/organizzative del diniego; viceversa il giudice può ritenere il diritto del detenuto se l'onere amministrativo appare sopportabile
- La pronuncia esige una valutazione concreta e motivata: non è sufficiente un diniego generico, né è automatico il riconoscimento del diritto del detenuto senza verifica degli effetti organizzativi e di sicurezza
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