Cassazione Penale, Sentenza n. 22808/2024 del 05/06/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Venezia che confermava la condanna di mesi nove di reclusione per il reato indicato all'art. 385 cod. pen. Il ricorrente censura il diniego della sostituzione della pena detentiva con la libertà controllata, deducendo violazione di legge e insufficienza e contraddittorietà della motivazione: sostiene che il diniego, fondato su un giudizio negativo sulla sua personalità per precedenti penali, è insufficiente e contrasta con il minimo disvalore del fatto (si era allontanato da casa per qualche ora per andare a pesca) e con il riconoscimento della prevalenza delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere generico e meramente confutativo, ritenendo che esso solleciti una diversa valutazione degli elementi fattuali sul giudizio prognostico, posto alla discrezionalità del giudice di merito. Il Collegio ha ritenuto corretta la valutazione della Corte territoriale, che ha formulato un giudizio prognostico negativo e ha ritenuto la pena sostitutiva inidonea a garantire la rieducazione del ricorrente, in particolare avendo riguardo alla personalità e ai precedenti penali. Si è richiamato l'art. 58 della legge n. 689/1981 e i criteri dell'art. 133 cod. pen., ribadendo che il giudizio prognostico può fondarsi sulla valenza prevalente di uno degli elementi (es. precedenti penali). Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Decisione del 16/04/2024.
Norme richiamate
Indica il reato per il quale è stato condannato il ricorrente; dalla sentenza non emerge una interpretazione nuova della norma ma la sua menzione come titolo di reato.
Attribuisce al giudice discrezionalità nella valutazione dell'adozione di sanzioni sostitutive; la Corte ne ricava che il giudizio prognostico per la sostituzione della pena è rimesso alla valutazione del giudice di merito.
Fornisce i criteri per la determinazione della pena e per il giudizio prognostico; la Corte afferma che il giudizio prognostico ai fini della sostituzione non richiede l'esame di tutti i parametri, potendo prevalere un elemento come i precedenti penali.
Massime di principio
- La valutazione prognostica necessaria per concedere una sanzione sostitutiva (es. libertà controllata) è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se priva di manifesti vizi logici o contraddittori.
- Un ricorso di cassazione che si limiti a prospettare una diversa valutazione degli elementi di fatto (meramente confutativo) è generalmente inammissibile.
- Il giudizio negativo sulla personalità del condannato, fondato sui precedenti penali, può legittimamente giustificare il diniego della sostituzione della pena anche quando il fatto sia di modesto disvalore, purché la motivazione non sia manifestamente illogica o contraddittoria.
- Per ottenere l'accoglimento in Cassazione occorre dimostrare vizi di diritto o illogicità manifesta nella motivazione del giudice di merito, non una semplice divergenza di apprezzamento dei fatti.
- Il ricorrente inadatto può essere condannato al pagamento delle spese processuali e di somme a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile.
Testo integrale
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